Esteri

La guerra in Iran prosegue e si allarga sempre di più, il prossimo tentativo di mediazione si svolgerà in Pakistan

Altre navi, altre truppe.

La guerra in Iran prosegue e si allarga pericolosamente. La “Uss Tripoli” con a bordo circa 2.500 marines è arrivata in Medioriente. Lo ha annunciato sabato il Comando Centrale degli Stati Uniti. La nave della marina Usa e i marines che si trovano a bordo hanno base in Giappone e stavano conducendo esercitazioni nell’area intorno a Taiwan quando, quasi due settimane fa, è stato ordinato loro di trasferirsi in Medioriente. Oltre ai Marines, la portaerei ha a bordo anche aerei da trasporto e da combattimento, nonché mezzi d’assalto anfibi. Gli Houthi entrano per la prima volta nel conflitto mediorientale da quando Israele-Usa hanno attaccato la Repubblica islamica dell’Iran: il gruppo ribelle yemenita sostenuto da Teheran, ha lanciato un missile contro Israele durante la notte, in una località della Palestina occupata. Sul fronte diplomatico, attesa per domani (domenica 29 marzo) a Islamabad in Pakistan che si prepara a ospitare colloqui con funzionari di Arabia Saudita, Turchia ed Egitto con l’obiettivo di porre fine alla guerra. Il Pakistan non ha specificato se saranno coinvolti anche funzionari degli Stati Uniti o dell’Iran. Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha sentito il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, con il quale ha avuto “ampie discussioni”. Secondo il segretario di Stato Marco Rubio, gli Stati Uniti prevedono che la guerra finirà entro poche settimane, non mesi, mentre continua l’afflusso di truppe Usa nella regione. Almeno 3.500 marines statunitensi a bordo di navi anfibie della Marina Usa sono stati dispiegati in Medio Oriente dall’Asia, insieme ad altri 2.000 paracadutisti della Divisione Aviotrasportata. Ora si guarda al Pakistan e alla prossima mediazione.