Intervento chiurgico avveniristico all’ospedale Molinette di Torino, nuova speranze per alcuni tumori
Al Molinette di Torino rimosso un tumore alla prostata in anestesia locale: intervento mini-invasivo da record. Un’incisione di soli 3,5 centimetri e nessuna sedazione profonda: l’ospedale torinese apre la strada a nuove soluzioni per pazienti fragili che non possono affrontare un’operazione tradizionale. All’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino è stato eseguito un intervento innovativo per la rimozione di un tumore alla prostata utilizzando esclusivamente anestesia locale e una micro-incisione di appena 3,5 centimetri. Si tratta di una procedura pionieristica in Italia, destinata a cambiare l’approccio chirurgico nei casi in cui un’operazione tradizionale con anestesia generale risulti troppo rischiosa.
Il paziente, un uomo di 78 anni con diverse patologie croniche, non avrebbe potuto sopportare una sedazione profonda. L’équipe urologica ha quindi scelto una strategia alternativa: una resezione prostatica radicale mini-invasiva, eseguita in anestesia locale, senza intubazione né degenza in terapia intensiva. L’intervento, durato poco più di un’ora, è stato portato a termine con successo, consentendo al paziente di rialzarsi già il giorno successivo.
«L’obiettivo – spiegano i medici del reparto di Urologia delle Molinette – è offrire una possibilità di cura anche a chi, per età o condizioni fisiche, viene escluso dalle chirurgie tradizionali. In questi casi la mini-invasività non è solo una scelta tecnologica, ma un atto di umanità medica». La procedura è stata resa possibile grazie a una stretta collaborazione tra chirurghi, anestesisti e radiologi interventisti, che hanno studiato un protocollo ad hoc per garantire sicurezza e precisione. L’intervento è stato eseguito con strumenti di ultima generazione che permettono di intervenire sulla ghiandola prostatica con estrema accuratezza, riducendo il rischio di danni ai tessuti circostanti.
Le Molinette, già punto di riferimento nazionale per la chirurgia urologica robotica, confermano così il proprio ruolo di avanguardia anche nelle tecniche meno invasive. Negli ultimi anni l’ospedale ha introdotto numerose innovazioni, tra cui operazioni robot-assistite su pazienti ad alto rischio e nuove procedure di preservazione funzionale.
Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, il tumore alla prostata è la neoplasia più frequente negli uomini sopra i 50 anni in Italia. Ogni anno vengono diagnosticati circa 40 mila nuovi casi, ma grazie alla diagnosi precoce e ai progressi della chirurgia la sopravvivenza a cinque anni supera il 90%. Tuttavia, per molti pazienti anziani o con patologie cardiache, l’intervento chirurgico resta un ostacolo. È proprio a loro che si rivolge questa nuova frontiera della chirurgia urologica: una soluzione che punta a mantenere la radicalità oncologica dell’intervento, riducendo al minimo l’impatto sul corpo e i rischi post-operatori. L’équipe torinese prevede ora di estendere la tecnica ad altri casi selezionati e di avviare una raccolta dati per valutarne i risultati a lungo termine. Se confermati, i benefici potrebbero segnare un cambio di paradigma: la chirurgia locale e personalizzata come alternativa sicura, efficace e più umana per i pazienti più fragili.
