Cronaca

“Il mostro della stazione”, le vicende legate al serial killer francese Jacques Rançon diventano una serie tv Disney

La sanguinosa storia criminale di Jacques Rançon, noto alle cronache come “il killer della stazione di Perpignan”, è tornata prepotentemente all’attenzione del pubblico grazie alla serie televisiva “Lost Station Girls: il mostro della stazione”(disponibile su Disney+). Oggi in carcere con una condanna all’ergastolo, Rançon è il serial killer che per quasi quindici anni, tra il 1986 e il 2000, ha seminato terrore tra Amiens e Perpignan, in Francia, aggredendo, violentando, mutilando e uccidendo giovani donne. Rançon, il più giovane di dodici fratelli (successivamente scoprì in seguito di averne altri quindici da un precedente matrimonio paterno), crebbe in un ambiente segnato dalla povertà e dalla violenza materna. Queste dinamiche infantili, unite alla scoperta della morte prematura del suo gemello, hanno contribuito a plasmare una psiche particolarmente complessa e violenta. Il primo episodio criminale avvenne quando l’uomo aveva da poco compiuto sedici anni. Si tratta di una violenza sessuale per la quale non fu mai perseguito.

L’ingresso nella vita adulta fu caratterizzato dalla precarietà lavorativa, dai furti e, soprattutto, dalla violenza domestica nei confronti della sua compagna, Carole, che lo lasciò nel 1991. L’attività criminale di Rançon si sviluppò in due fasi principali, intervallate da periodi di detenzione per reati minori e violenza:
• 1986 – Amiens: Il primo omicidio accertato è quello di Isabelle Mesnage, 20 anni. Rançon la strangolò, la violentò e, in un atto di barbarie che sarebbe diventato il suo marchio, mutilò il corpo e rimosse i genitali. Il caso fu archiviato per mancanza di indizi, permettendogli di continuare indisturbato. In questi anni si rese protagonista di altri tentativi di aggressione e stupro.
• 1992 – La Prima Condanna: La denuncia di una segretaria, Nathalie, violentata sotto la minaccia di un coltello, portò al suo primo arresto e a una condanna a otto anni per stupro.
• 1997 – Perpignan e la Stazione: Rilasciato e trasferitosi a Perpignan, vicino alla stazione, Rançon riprese subito ad agire. Pochi mesi dopo il suo trasferimento, aggredì Mokhtaria Chaïb, 19 anni. Dopo un tentato stupro, la uccise e la mutilò con la stessa brutalità del primo omicidio, abbandonando il corpo.
• 1998 – L’Escalation: L’anno successivo, dopo aver pugnalato una ragazza che aveva tentato di aiutarlo (Sabrina, che sopravvisse), Rançon uccise Marie-Hélène Gonzalez, 22 anni. Anche in questo caso, la violentò, la pugnalò e procedette alla mutilazione e decapitazione. Le analogie con il caso Chaïb portarono al rilascio di un chirurgo peruviano precedentemente accusato e alla riapertura delle indagini.

Dopo un breve arresto per un’altra aggressione tentata, Rançon fu condannato a cinque anni nel 2000 per un’ulteriore violenza sessuale commessa ad Amiens, senza che il suo ruolo di serial killer venisse minimamente sospettato.

Nel corso degli anni aveva elaborato una visione distorta e patologica riguardo il ruolo delle vittime: Rançon era convinto che fossero le donne ad “andargli incontro” e che il suo desiderio fosse semplicemente quello di “fare l’amore” con loro. Nelle sue descrizioni, rifiutò sempre il termine “stupro”, sostenendo che il destino delle vittime – sopravvivenza o morte – dipendesse unicamente dalla loro reazione: chi si lamentava o cercava di fuggire veniva ucciso.

La svolta arrivò solo nel 2014, quando Rançon aveva 54 anni ed era tornato a Perpignan dopo aver scontato una pena per molestie nei confronti della sua ex compagna, il cui rapporto era nato quando lei aveva appena quindici anni e con la quale aveva avuto due figli. Il suo DNA prelevato in carcere fu incrociato, grazie a un nuovo software, con materiale genetico parziale ritrovato anni prima su una scarpa di Mokhtaria Chaïb.

Arrestato il 10 ottobre 2014, Rançon confessò inizialmente l’omicidio di Chaïb, e successivamente, su suggerimento dell’avvocato, rivelò di aver commesso altri crimini (il tentato omicidio di Sabrina e lo stupro di Nadjet Ouatiki). L’ultima confessione riguardò anche l’omicidio di Marie-Hélène Gonzalez e, successivamente, anche il primo omicidio di Isabelle Mesnage del 1986.

Nel 2018 Rançon fu condannato all’ergastolo per gli atroci crimini commessi. Tre anni dopo un successivo processo ad Amiens lo condannò nuovamente all’ergastolo per l’omicidio di Isabelle Mesnage. Jacques Rançon, finalmente riconosciuto come serial killer, non potrà beneficiare della libertà vigilata prima del 2036, quando avrà raggiunto i 76 anni di età. La sua storia, ricca di episodi efferatissimo e lunghe indagini condotte dalle forze dell’ordine, è oggi narrata dalla serie “Lost Station Girls: il mostro della stazione”, che vuole rendere nota al grande pubblico la lenta ma benché mai necessaria ricerca della verità.