Cronaca

Finte minacce mafiose e lettere anonime per truffare una 70enne e portarle via 75 mila euro

Una vicenda che racconta come il linguaggio e i rituali della mafia possano insinuarsi anche lontano dai grandi contesti criminali, trasformando un condominio qualunque in un luogo di terrore quotidiano. A Torino una coppia di coniugi settantenni è finita a processo con l’accusa di aver estorto 75 mila euro a una vicina di casa, coetanea e sola, sottoposta per mesi a una pressione psicologica costante. Tutto ruotava attorno a una strategia semplice e crudele: convincere la donna di essere finita nel mirino della mafia. Le minacce arrivavano sotto forma di lettere firmate dal presunto “presidente della mafia”, telefonate insistenti anche durante la notte e messaggi dal contenuto sempre più esplicito. Il ricatto era diretto e senza appello: pagare oppure subire conseguenze gravissime, fino all’uccisione del figlio. La vittima ha raccontato in aula di aver vissuto in uno stato di angoscia permanente. per non perdere nemmeno una chiamata dormiva con un auricolare all’orecchio, temendo che il silenzio potesse essere interpretato come una disobbedienza. Il denaro veniva consegnato con modalità che ricordano pratiche clandestine: una busta di plastica legata a un filo calata dal balcone degli imputati, riempita di contanti e poi ritirata rapidamente. Secondo l’accusa, gli imputati avrebbero individuato nella donna una persona fragile, facilmente suggestionabile e con qualche risparmio da parte. una “gallina dalle uova d’oro”, come lei stessa si è definita davanti ai giudici, descrivendo la sensazione di essere stata scelta e sfruttata fino all’ultimo euro. Il risultato è stato un dissesto economico totale e una ferita psicologica profonda. Il processo mette in luce un aspetto meno visibile della criminalità: l’uso dell’immaginario mafioso come strumento di dominio, capace di terrorizzare anche senza armi o appartenenze reali a organizzazioni strutturate. una storia che parla di paura, isolamento e manipolazione, e che ricorda quanto la mafia, vera o evocata, possa colpire anche dietro la porta di casa.