È terminata con la vittoria di Sal Da Vinci la 76esima edizione del festival di Sanremo. Accanto a lui sul podio ci sono Sayf, al secondo posto, e Ditonellapiaga al terzo. Subito dopo loro, in top five, si sono classificati rispettivamente quarta e quinti Arisa e Fedez con Masini. Il premio della Critica “Mia Martini” è andato a Fulminacci, il premio della sala stampa “Lucio Dalla” a Serena Brancale. Il premio della serata cover è stato conquistato da Ditonellapiaga in duetto con TonyPitony e quello della categoria Nuove Proposte è stato consegnato, nel corso della terza serata, al giovane Nicolò Filippucci.
Le luci dell’Ariston si sono spente dopo cinque serate vissute all’insegna di emozioni, entusiasmanti esibizioni e musiche entrate nel cuore di ogni telespettatore. Al timone, come lo scorso anno, c’è stato il conduttore e direttore artistico Carlo Conti con accanto Laura Pausini, presenza di grande valore, che lo ha affiancato senza, però, rinunciare al canto, dimostrando al pubblico la versatilità del suo talento. I co-conduttori che si sono susseguiti giorni dopo giorno sono Can Yaman, Achille Lauro, Pilar Fogliati, Lillo, Irina Shayk, Ubaldo Pantani, Bianca Balti, Alessandro Siani, Giorgia Cardinaletti e Nino Frassica. I 30 cantanti in gara si sono esibiti con i loro brani inediti, diventati subito tormentoni, ma tanti altri protagonisti hanno arricchito lo show con carisma, introspezione e leggerezza.
Superospiti provenienti dalla scena musicale italiana sono stati Tiziano Ferro, Achille Lauro, che si è calato anche nei panni di co-conduttore per una sera, ed Eros Ramazzotti. Tiziano Ferro ha portato in scena un medley delle sue canzoni più amate e il suo ultimo singolo “Sono un grande”. Achille Lauro si è esibito in due diversi e coinvolgenti momenti. Prima in duetto con Laura Pausini e poi in una toccante interpretazione della sua canzone “Perdutamente”. Quest’ultimo è stato un omaggio rivolto alla terribile strage di Crans-Montana, un messaggio per ricordare quanto la musica sia capace di accompagnare chi soffre anche nei momenti di maggior dolore e difficoltà. Eros Ramazzotti si è esibito con “Adesso tu”, brano con cui vinse il festival esattamente 40 anni fa.
Una parentesi di incredibile bellezza ha avuto per protagonista la superospite internazionale Alicia Keys. La star ha portato sul palco dell’Ariston tutto il suo talento e la magia di una voce inconfondibile. Ha duettato al pianoforte con Eros Ramazzotti, accompagnando la sua voce, e ha poi cantato “Empire state of mind”, un successo che ha superato confini e tempo. Un’attenzione particolare è stata rivolta alla consegna di ben cinque premi alla carriera destinati a Fausto Leali, Mogol, Caterina Caselli, Andrea Bocelli, che ha ricevuto il riconoscimento dopo aver incantato il pubblico con un’esibizione travolgente, e i Pooh, che sono stati protagonisti del Suzuki Stage durante la serata finale.
Un prezioso spazio è stato dedicato ad indimenticabili artisti del panorama musicale e televisivo italiano che, purtroppo, non ci sono più. La prima puntata, infatti, si è aperta con la voce del grande Pippo Baudo, regalando al pubblico il toccante ricordo di un uomo che ha donato anni e passione al festival. È stata celebrata anche la memoria di Beppe Vessicchio, l’indimenticabile maestro d’orchestra divenuto simbolo dell’Ariston e della sua straordinaria storia. Nel corso della seconda serata, un dolce e commovente tributo è stato dedicato ad Ornella Vanoni, un’icona della canzone italiana, con l’esibizione di sua nipote Camilla Ardenzi sulle note di un suo celebre successo, “Eternità “.
Sono state toccate varie tematiche di importanza sociale, andando anche al di là della musica. Nel corso della prima serata i riflettori dell’Ariston, per qualche minuto, sono stati puntati sulla storia di Gianna Pratesi, una donna di 105 anni che il 2 giugno 1946 ha votato per il referendum che ha decretato la fine alla monarchia in Italia. Ha raccontato, con delicatezza e semplicità, dei piccoli frammenti di vita, sottolineando quanto sia stato significativo poter esprimere il proprio voto nel passaggio verso la Repubblica. Uno spazio di speciale emotività è stato dedicato al Coro dell’Anffas attraverso un’esibizione, che ha rappresentato un manifesto di inclusione e amore. Inoltre, sono state ospitate all’Ariston anche delle campionesse olimpiche e degli atleti paraolimpici, per celebrare la grandezza degli sportivi che portano in alto il nome dell’Italia nel mondo.
Di grande impatto è stato il collegamento in diretta con Paolo Sarullo, il giovanissimo ragazzo divenuto tetraplegico in seguito ad una violenta aggressione. Il suo animo carico di forza e speranza, nonostante l’assurda ingiustizia subita, simboleggia il potere della lotta contro la violenza giovanile. Proprio Paolo desidera che brutalità e sopraffazione cessino di esistere, vuole che nessuno sia più costretto a rinunciare alla vita che gli spetta. Hanno lasciato un segno profondo anche le parole del padre di Giulia Cecchettin, la giovane ragazza che ha perso la vita per mano dell’ex fidanzato. Gino Cecchettin ha lanciato dei messaggi ben chiari, affinché il lungo elenco delle vittime di femminicidio smetta di crescere. È proprio questo l’obiettivo per cui è nata la sua fondazione: aiutare ragazze come la sua Giulia a liberarsi dall’ombra della violenza. Un festival caratterizzato da sfumature piene di ritmi, colori, sensazioni e intrattenimento è giunto alla sua conclusione, ma i brani e i ricordi costruiti rimarranno nel tempo.
