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Edizione da record anche per le Paralimpiadi invernali, ltalia porta a casa ben 16 medaglie

Quando si parla di sport paralimpico, l’Italia ha sempre avuto una marcia in più, e i Giochi Invernali di Milano Cortina 2026 ne sono la prova lampante. Dal 6 al 15 marzo, come nazione ospitante, i nostri atleti hanno dato vita a una performance da record, portando a casa ben 16 medaglie – 7 ori, 7 argenti e 2 bronzi – e piazzandosi al quarto posto nel medagliere complessivo. È stato un salto qualitativo incredibile rispetto al passato: per fare un paragone basti pensare che a Lillehammer 1994 avevamo raggiunto 13 medaglie, e a Pechino 2022 solo 7. Qui, invece, abbiamo più che raddoppiato, stabilendo un nuovo primato per il numero di ori in una singola edizione. Quello che rende questa storia ancora più affascinante è come la squadra italiana, con i suoi 42 atleti distribuiti su sei discipline, abbia dimostrato una crescita costante. Grazie a investimenti mirati e a un allenamento rigoroso, abbiamo dominato soprattutto nello sci alpino paralimpico e nello snowboard paralimpico. Non è solo una questione di numeri, ma di un’evoluzione del movimento paralimpico nel nostro Paese, che ha trasformato sfide personali in vittorie collettive. Parlando degli atleti, ce ne sono alcuni che meritano un racconto a parte per il loro impegno straordinario. Prendiamo Giacomo Bertagnolli, che insieme alla sua guida Andrea Ravelli ha collezionato un bottino impressionante: ori nello slalom gigante e nella combinata per non vedenti, argenti nel Super-G e nello slalom, e un bronzo nella discesa. La loro sintonia è qualcosa di magico, frutto di anni di lavoro per superare limiti visivi e trasformare la pista in un terreno di conquiste. Similmente, Chiara Mazzel con la guida Nicola Cotti Cottini ha brillato con un oro nello slalom gigante, e argenti nella discesa, nel Super-G e nella combinata – una dimostrazione di tenacia che ispira chiunque. Poi c’è Emanuel Perathoner, che ha vinto ori nello snowboard cross LL2 e nel banked slalom LL2: la sua storia è emblematica, un ex olimpionico che ha saputo reinventarsi dopo un infortunio grave. René De Silvestro ha aggiunto un oro nello slalom gigante sitting e un argento nella combinata, mentre Jacopo Luchini ha preso l’oro nel banked slalom UL, e Federico Pelizzari un argento nella combinata standing. Ognuno di loro porta con sé una narrazione di dedizione assoluta, di ore passate sulla neve a perfezionare ogni dettaglio, mostrando al mondo che la maestria tecnica va di pari passo con una resilienza interiore. Questi Giochi, con i loro 665 atleti impegnati in 79 eventi, hanno messo al centro temi come la sostenibilità e l’inclusione, e per l’Italia rappresentano un punto di svolta. Probabilmente vedremo un aumento dei finanziamenti e una maggiore attenzione mediatica verso gli sport paralimpici, motivando le nuove generazioni a seguire le orme di questi campioni. In fondo, questo record non è solo un capitolo chiuso, ma l’inizio di un’era in cui l’Italia si conferma leader nelle discipline invernali paralimpiche, pronta a ispirare e a competere ai massimi livelli.