Cronaca

Disabile sulla sedia a rotelle aggredito da un branco di giovani teppisti, caccia alla banda nel salernitano

È stato brutalmente aggredito da un gruppo di ragazzi ad Eboli, nel salernitano, un uomo con disabilità che passeggiava per strada con la sua carrozzina elettrica. In via Scocozza il 50enne, vittima di questa violenta aggressione, è stato avvicinato da questi giovani che, da un momento all’altro e senza alcun motivo, hanno cominciato a schernirlo con gesti e parole offensive. Sono partiti inizialmente con attacchi verbali, gesti umilianti e spintoni, per poi arrivare ad impugnare un coltello, rischiando di procurargli serie lesioni. Uno dei ragazzi, infatti, ha afferrato quest’arma e l’ha avvicinata all’uomo provocandogli, di conseguenza, una ferita ad un orecchio.

A quel punto, l’intero branco è fuggito via e i presenti, nonché testimoni dell’accaduto, hanno immediatamente allertato i soccorsi, che una volta giunti sul posto, lo hanno trasportato in ospedale. L’uomo è stato medicato e i dottori, attraverso i dovuti controlli, si sono accertati che le sue condizioni fossero tranquille e che non avesse riportato ulteriori danni. Per quanto riguarda, invece, gli aggressori che lo hanno assalito, i carabinieri si stanno occupando del caso per giungere alla sua risoluzione e scoprire quali siano i nomi e i volti di tutti i coinvolti. Le indagini sono, quindi, aperte con questo scopo: punire i colpevoli per le loro azioni disumane.

Usare la violenza contro il prossimo è indubbiamente deplorevole, ma farlo violando la dignità di chi vive quotidianamente con delle particolari fragilità lo rende ancor più ripugnante e ingiustificabile. Questa vicenda è, purtroppo, un grave campanello d’allarme che descrive l’atteggiamento di molti giovani. In tanti agiscono come se fossero catapultati in un mondo virtuale in cui fare del male è normale; come se la realtà fosse diventata ormai un gioco in cui chi è più “forte” vince. Bisognerebbe rieducarli in direzione del rispetto della diversità e dell’umanità; sarebbe necessario trasmettergli l’importanza del valore della vita.