Denunciato alla Procura per i Minorenni di Firenze l’adolescente che ha picchiato un bambino nel bosco a Lucca
È stato individuato e denunciato alla Procura per i Minorenni di Firenze l’adolescente residente in provincia di Lucca che, nei giorni scorsi, era finito al centro di un caso che ha scosso profondamente l’opinione pubblica. Il riferimento è al video, risalente a quest’estate, in cui il ragazzo viene ripreso mentre picchia ripetutamente un bambino più piccolo. Il filmato, pubblicato da FungoMag in esclusiva, è emerso dopo essere rimasto a lungo confinato nello smartphone della persona — anch’essa minorenne — che aveva effettuato la ripresa. A un certo punto le immagini hanno iniziato a circolare nelle chat WhatsApp, diventando rapidamente virali. Una volta giunto in nostro possesso, abbiamo scelto di denunciarne immediatamente l’esistenza alle autorità competenti, consegnando tutto il materiale ai carabinieri e segnalando formalmente l’accaduto. Da quel momento sono scattate le indagini. I militari dell’Arma, ricevuto il video e la denuncia, hanno avviato gli accertamenti riuscendo in breve tempo a risalire all’autore dell’aggressione, ora denunciato all’autorità giudiziaria minorile. Nelle immagini, di una violenza esplicita e disturbante, si vede l’adolescente schiaffeggiare per sei volte il bambino, accompagnando il gesto con offese e parolacce. Alla base dell’aggressione, secondo quanto trapelato, ci sarebbe una presunta “colpa” del piccolo legata a una precedente partita a un videogioco. Un motivo tanto futile quanto inquietante, che rende la scena ancora più grave.
Dopo la diffusione del video, la vicenda ha assunto contorni ulteriormente preoccupanti. Nella zona dove vive l’adolescente sono comparse scritte minacciose, anche con riferimenti alla morte. Un’escalation pericolosa, sulla quale i carabinieri stanno ora indagando per individuare i responsabili. Su questo punto è necessario essere chiari. Siamo fermamente contrari a qualsiasi risposta violenta alla violenza. Condannare un gesto non significa legittimare vendette, minacce o giustizia sommaria. Così si crea solo inciviltà, non giustizia. La tutela delle vittime e il rispetto della legalità passano esclusivamente dalle istituzioni e dal lavoro della magistratura. Quello di Coreglia resta un caso grave, che impone una riflessione collettiva su educazione, responsabilità e modelli di comportamento. Ma dimostra anche quanto sia fondamentale un’informazione responsabile: raccontare i fatti, denunciarli alle autorità, senza alimentare odio o spettacolarizzazione. Perché fermare la violenza significa innanzitutto non riprodurla.
