Cronaca

Al via il processo a Cinzia Dal Pino, investì e uccise il suo rapinatore a Viareggio nel 2024

A Viareggio, investì col Suv il suo rapinatore: al via il processo per Cinzia Dal Pino accusata di omicidio aggravato dalla crudeltà, in corte d’assise a Lucca. Si è aperto con un’udienza estremamente breve e di carattere puramente tecnico il processo a carico di Cinzia Dal Pino, l’imprenditrice accusata dell’omicidio avvenuto in Darsena l’ 8 settembre dello scorso anno. Gli avvocati di parte civile Carboni e Romanini infatti, hanno richiesto alla Corte di citare come responsabile civile l’assicurazione del Suv con il quale la Dal Pino investì Noureddine Mezgui, dopo che lo stesso l’aveva derubata della borsetta, provocandone la morte. Questo per avere un risarcimento per i familiari della vittima.

Risarcimento per il quale, in caso di condanna, la compagnia si rivarrà poi sulla stessa Dal Pino per il rimborso. La Corte di Assise ha quindi rinviato l’udienza al prossimo 7 novembre, giorno in cui il processo entrerà pienamente nel vivo, con la convocazione delle parti e il dibattimento che verterà, soprattutto sulla quantificazione del reato dato che i fatti non sono in discussione. A evidenziare la totale responsabilità dell’imputata infatti, c’è il filmato della telecamera di sorveglianza che, per oltre un minuto, registra la sequenza dei fatti con il suv che investe ripetutamente l’uomo e la Dal Pino che scende dall’auto per recuperare la borsetta che la vittima le aveva rubato poco prima. Un omicidio per cui l’imprenditrice rischia una pena fino all’ergastolo. All’udienza odierna erano presenti soltanto gli avvocati delle parti mentre la presenza della Dal Pino è attesa per quella del 7 novembre.

L’omicidio, avvenuto nel quartiere della Darsena poco più di un anno fa – correva la notte fra l’8 e il 9 settembre 2024 -, suscitò un’onda emotiva enorme in tutta Italia, anche per le immagini di una telecamera di videosorveglianza della strada che ripresero la scena dell’investimento, rimbalzate poi per settimane sui principali organi di informazione italiani, ma anche stranieri. Nel corso di questo processo l’imprenditrice rischia l’ergastolo: in fase di udienza preliminare il giudice ha infatti rigettato la richiesta della difesa di escludere tutte le aggravanti e riclassificare il reato in eccesso colposo di legittima difesa o omicidio preterintenzionale.

 

(Fonte Noi tv)