Cronaca

L’eredità milionaria nascosta dietro una vita di stenti: due testamenti e un rebus giudiziario

La pensionata torinese viveva come una indigente ma avrebbe lasciato beni per circa 5 milioni di euro. Quattro persone si contendono l’asse ereditario, mentre emergono biglietti manoscritti e volontà contraddittorie. Per anni ha vissuto come se non avesse nulla. Una pensione minima, abiti consumati, nessun segno esteriore di benessere. Una presenza silenziosa nel quartiere, discreta al punto da sembrare marginale. Solo dopo la sua morte, però, è emersa una realtà completamente diversa: la donna, una pensionata torinese di oltre ottant’anni, avrebbe accumulato un patrimonio stimato intorno ai cinque milioni di euro. Una scoperta che ha aperto un caso complesso, fatto di documenti contrastanti, aspiranti eredi e interrogativi ancora senza risposta. Al centro della vicenda ci sono due testamenti, entrambi formalmente esistenti ma profondamente diversi nei contenuti, e una serie di foglietti manoscritti ritrovati nell’appartamento che potrebbero rivelarsi decisivi.

Il primo testamento, redatto anni prima, individua come beneficiari due parenti lontani, con i quali i rapporti sarebbero stati sporadici. Il secondo, più recente, cambia radicalmente scenario: gli eredi diventano quattro e compaiono nomi estranei alla cerchia familiare, persone che avrebbero frequentato la donna solo negli ultimi anni della sua vita. Un ribaltamento che ha acceso lo scontro legale. Secondo quanto ricostruito, la pensionata avrebbe vissuto in condizioni di estrema parsimonia per scelta, accumulando risparmi nel tempo attraverso investimenti e proprietà immobiliari mai ostentate. Una riservatezza assoluta, che oggi rende difficile ricostruire con precisione relazioni, volontà e motivazioni.

A rendere il quadro ancora più intricato sono alcuni appunti scritti a mano, trovati tra i documenti personali: frasi brevi, indicazioni vaghe, riferimenti a persone “presenti” e ad altre “assenti”. Foglietti che non hanno valore testamentario, ma che potrebbero aiutare a interpretare le reali intenzioni della donna negli ultimi anni di vita.

La Procura ha avviato accertamenti per verificare la validità dei testamenti, le condizioni in cui sarebbero stati redatti e l’eventuale esistenza di pressioni o condizionamenti. Al vaglio anche lo stato di salute della pensionata al momento delle firme e la gestione del suo patrimonio negli ultimi tempi. Nel frattempo, i quattro aspiranti eredi si preparano a una causa che si preannuncia lunga e complessa. Ognuno rivendica un legame privilegiato, fatto di assistenza, promesse e rapporti personali. Sullo sfondo, resta l’immagine di una donna che ha scelto di vivere nell’ombra, lasciando dietro di sé non solo milioni di euro, ma uno dei casi successori più enigmatici emersi a Torino negli ultimi anni.