Lucca, i veterinari non diagnosticano il tumore del cane, ora dovranno risarcire il padrone per “danni da sofferenza
I veterinari lucchesi non si accorgono del tumore di un cane, ora dovranno risarcire il padrone per i danni morali che ha subito per la morte del suo amato animale domestico col quale viveva da oltre 10 anni. Aveva portato il suo amato cane in una clinica veterinaria di Lucca ma i medici non si erano accorti del tumore di cui soffriva l’animale. Il padrone però visto il peggioramento del suo Rottweiler che viveva con lui da oltre 10 anni, decide di andare in Svizzera dove i veterinari si accorgono invece della patologia tumorale e iniziano le cure. Ma ormai è tardi e il cane dopo circa 3 mesi muore a seguito di eutanasia per evitare ulteriori sofferenze ormai inutili da affrontare. Ora i veterinari lucchesi dovranno pagare i danno morali “da sofferenza e patema d’animo” al padrone del cane. Come riportato dal Corriere Fiorentino, i giudici Santese, Conte e Mazzarelli, della corte d’Appello di Firenze hanno infatti ribaltato il verdetto di primo grado, stabilendo che i due medici devono risarcire il padrone del cane con circa 9 mila euro, tra danni e spese legali. I giudici fiorentini, nella sentenza pubblicata nei giorni scorsi, hanno sia chiarito i motivi alla base della loro decisione che non risarcisce certo i danni all’animale, privo di questo tipo di diritti in Italia, ma quelli subiti del suo padrone. “Quello che viene risarcito non è il danno patito dal rottweiler ma il danno patito dal padrone per la lesione del rapporto affettivo col proprio cane e per il conseguente patema d’animo”. Ma la corte d’Appello di Firenze in un passaggio delle motivazioni della sentenza di secondo grado, “bacchettano” severamente i medici veterinari lucchesi per essersi difesi con argomentazioni giudicate “anomale”. Si legge in sentenza: “Secondo i veterinari lucchesi nel mondo animale non vi sarebbe coscienza del dolore. Sorprende che un’affermazione di tale tenore provenga proprio da medici veterinari, che ben dovrebbero sapere che gli studi scientifici dimostrano l’esatto contrario”, tanto che ci sono norme che ormai hanno riconosciuto una dimensione psicologica del dolore animale, e a più riprese evidenziato che gli animali sono “esseri senzienti” (la cosiddetta legge Brambilla, la numero 82 del 2025). I fatti risalgono al 2019 quando il proprietario di un cane di razza Rottweiler, avendo notato uno strano comportamento del suo cane, nel mese di maggio lo aveva portato in visita presso una clinica veterinaria lucchese. All’esito di tale visita, e poi anche di altre successive, ed in conseguenza vuoi una non adeguata valutazione dei sintomi, e di errate indagini in proposito, non era stato diagnosticato il problema all’origine dell’anomalo comportamento dell’animale, rappresentato dallo sviluppo di un tumore all’interno della cavità nasale destra. A settembre dello stesso anno dopo una Tac emerge la massa tumorale e il cane viene portato presso una clinica svizzera e sottoposto ad un trattamento sperimentale, nell’ambito di un progetto di ricerca oncologica, con effetti positivi in termini di miglioramento della qualità di vita dell’animale, nel periodo che va da settembre del 2019 fino marzo 2020. Ma ad aprile del 2020 la situazione era peggiora rapidamente e il giorno 11 il cane era stato infine sottoposto ad eutanasia. Per i giudici di secondo grado una diagnosi tempestiva avrebbe consentito al cane di vivere un po’ più a lungo ma soprattutto di non soffrire. Il padrone ora dovrà essere risarcito.
(Fonte Corriere Fiorentino)
