Trump: “Siamo noi a controllare il Venezuela”. E minaccia anche Colombia, Messico e Groenlandia
“Siamo noi ad avere il controllo in Venezuela”: lo ha detto il presidente americano Donald Trump, parlando con i reporter a bordo dell’Air Force One. Ha minacciato quindi un secondo attacco se chi è al potere a Caracas non si comporterà come richiesto da Washington. “La Colombia è governata da un uomo malato, ma non lo farà ancora per molto tempo: l’operazione Colombia mi sembra una buona idea”, ha detto anche il presidente Usa. Ed è tornato a minacciare per il traffico di droga e migranti anche il Messico: “Dobbiamo fare qualcosa, deve darsi una regolata”. Cuba è “pronta a cadere”: sarebbe difficile per L’Avana “resistere” senza ricevere petrolio venezuelano fortemente sovvenzionato, secondo Trump. “Non credo che sia necessaria alcuna azione, sembra che stia crollando”, ha aggiunto il presidente Usa. Cosa succederà ora in Venezuela? È la domanda che rimbalza in tutti i network Usa e nelle cancellerie di mezzo mondo mentre Nicolás Maduro è finito con la moglie in una famigerata prigione newyorkese dopo aver rifiutato a dicembre una proposta di esilio in Turchia. E la sua vice Delcy Rodríguez è stata investita dalla Corte Suprema venezuelana come presidente ad interim, ma è già stata minacciata da Donald Trump. “Se non fa quello che è giusto, pagherà un prezzo molto alto, probabilmente più alto di quello di Maduro”, l’ha avvisata il tycoon in un’intervista a The Atlantic, dopo aver ribattezzato la Dottrina Monroe in Dottrina Donroe, in omaggio al suo nome. “La ricostruzione e il cambio di regime, come volete chiamarli, sono meglio di quello che c’è adesso in Venezuela. Non potrebbe andare peggio”, ha osservato. The Donald ha anche rilanciato le mire espansionistiche Usa sulla Groenlandia “per motivi di difesa”.
(Fonte Ansa)
