Arrestato a Torino il re dei maranza Don Alì, dopo anni di minacce e violenze riprese e sfoggiate sui social
Cade il “re dei maranza”: arrestato Don Alì a Torino. ’influencer da oltre mezzo milione di follower finisce in manette dopo l’ennesima intimidazione: nel mirino un maestro elementare. La violenza trasformata in spettacolo social arriva al capolinea. Don Alì, 24 anni, volto simbolo della cultura “maranza” torinese, è stato arrestato dalla Squadra Mobile dopo settimane di ricerche. Nato in Marocco e cresciuto a Torino, aveva costruito la propria popolarità su video provocatori e aggressioni documentate. Su Instagram contava 222 mila follower, su TikTok 338 mila: un pubblico enorme attirato da scene di sfida alle forze dell’ordine, minacce a sconosciuti, furti nei mini market e raid notturni nei quartieri della città. Un fenomeno capace di trasformare l’illegalità in intrattenimento virale.
La sua ascesa inizia nel 2021, quando diffonde un video in cui insulta un agente della polizia municipale e fugge rifiutando di mostrare i documenti. Fermato poche ore dopo, viene condannato per resistenza a pubblico ufficiale. L’episodio lo rende un volto riconoscibile e dà il via a una serie di contenuti sempre più estremi, alimentando una fama costruita sulla violenza esibita come trofeo.
Ma l’episodio decisivo avviene lo scorso ottobre. Don Alì, insieme a un gruppo di suoi seguaci, si presenta all’uscita di una scuola elementare per affrontare un maestro accusato — senza alcuna prova — di aver maltrattato un bambino. Il video della spedizione punitiva non lascia spazio a dubbi: minacce dirette, toni intimidatori e una frase che pesa come un avvertimento di stampo criminale. «La prossima volta agirò in altra maniera. Non saranno parole, ma fatti.» Il docente denuncia tutto alla polizia, e da quel momento parte un fascicolo della Procura.
Nei giorni successivi, nonostante una misura cautelare già emessa nei suoi confronti, Don Alì riesce a sfuggire a un primo tentativo di arresto da parte dei Falchi della Mobile. La fuga dura poco: gli agenti lo rintracciano nel quartiere di Barriera di Milano, vicino alla palestra che frequentava e dove registrava molti dei suoi video. Qui mettono fine alla sua latitanza.
A commentare l’arresto è l’assessore alla Sicurezza Marco Porcedda, che sui social ringrazia la polizia: «Comportamenti violenti e minacciosi non possono trovare spazio in una società civile». Con il suo fermo, la parabola del “re dei maranza” sembra chiudersi lì, tra la realtà di un fascicolo giudiziario e la fine di un personaggio che aveva trasformato la violenza in spettacolo.
