Cronaca

E’ morto Giorgio Forattini: il famoso vignettista aveva 94 anni

È morto a Milano il vignettista Giorgio Forattini; aveva 94 anni. È stato per molti anni una presenza fissa sulle pagine di Repubblica. È stato l’umorista che ha raccontato e disegnato i personaggi della Prima Repubblica: Andreotti, Craxi (spesso ritratto con la divisa mussoliniana), Pertini, Spadolini, Berlinguer ma anche Agnelli o il Papa sono stati i bersagli della sua ironia tagliente. Ma la sua matita ritrasse e «colpì» anche i protagonisti della successiva fase politica.

Forattini aveva lavorato per molte testate: «Paese Sera», «Panorama», «la Repubblica», «L’Espresso», «La Stampa», «Il Giornale». I suoi disegni prendevano di mira tutto l’orizzonte politico, con alcune raffigurazioni che sono rimaste proverbiali: Giovanni Spadolini nudo, Bettino Craxi mussoliniano con gli stivaloni e la camicia nera, Ciriaco De Mita con la coppola, Giovani Goria senza lineamenti del viso, Romano Prodi con la tonaca da prete cattocomunista, Walter Veltroni in forma di bruco, Giuliano Amato nelle vesti di Topolino, Umberto Bossi in quelle di Pluto, Matteo Renzi in quelle di Pinocchio. Ce n’era davvero per tutti.

 

Forattini inizia la sua carriera nel 1971 a Paese Sera dove aiuterà con grafica ed impaginazione, nel 1974 la sua prima celebre vignetta sulla vittoria del No al referendum sul divorzio, pubblicata sulla prima pagina di Paese sera. Approderà poi in Panorama il cui sodalizio pluridecennale e in seguito nella redazione dell’allora neonata testata “Repubblica” dove curerá dal 1978 l’inserto Satyricon per poi accettare il ruolo di direttore de “IL MALE” rivista satirica di culto fondata da Pino Zac. Il suo stile inconfondibile, caustico e immediato ha reso Forattini una delle penne più celebri dell’Italia della prima e della seconda repubblica, le sue vignette sono sempre riuscite a ironizzare su attualità e potere senza svilire la notizia o risultare volgari.

Sicuramente il suo più felice periodo lo possiamo vedere nella produzione della fine del novecento dove porta quotidianamente una folle carnevalesca caricatura del mondo politico da Tangentopoli al sex Gate di Clinton passando per la guerra in Bosnia e l’ascesa di Berlusconi. In retrospettiva, sfogliando le sue raccolte di vignette, Forattini ha sempre saputo catturare abilmente in una singola istantanea di inchiostro e china la notizia de giorno creando un mosaico scanzonato di un’Italia in continuo cambiamento ricca di controversie e paradossi. La redazione di Fungomag si stringe attorno alla famiglia di Giorgio Forattini e spera che questo piccolo ringraziamento al suo enorme contributo nel giornalismo italiano sia gradito.

 

M. D. L.