Cronaca

Orrore nel centro per disabili: ragazzi autistici affamati e legati, arrestata anche la direttrice dell’istituto

Il Centro disabili di Cuneo

Due donne in carcere e quattro ai domiciliari e 15 indagati in totale: sotto accusa la cooperativa “Per Mano” di Borgo Gesso. Ospiti affamati, sedati e legati per ore. Undici altri indagati con divieti di avvicinamento e obbligo di firma. Un nuovo capitolo di orrore e degrado scuote Cuneo. Nel centro per disabili di Borgo Gesso, gestito dalla cooperativa sociale “Per Mano”, ragazzi autistici e ospiti affetti da gravi disturbi psichiatrici sarebbero stati legati, affamati, umiliati. La direttrice della struttura, Emanuela Bernardis, e la coordinatrice, Marilena Cescon, sono finite in carcere con l’accusa di maltrattamenti aggravati e abuso di mezzi di contenzione. Altri quattro operatori sono agli arresti domiciliari, mentre undici indagati non potranno avvicinarsi al centro: per alcuni è stato disposto il braccialetto elettronico, per altri l’obbligo di firma.

L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Cuneo, è un’estensione di un primo procedimento già chiuso con dodici rinvii a giudizio. Ma i nuovi elementi emersi, grazie a intercettazioni, testimonianze e riscontri sanitari, hanno delineato un quadro ancora più inquietante. Gli episodi, risalenti a un arco di tempo compreso tra il 2014 e il 2024, parlano di ospiti lasciati digiuni, nutriti con cibo avariato o in quantità minime, costretti a restare legati per ore alle sedie o nei letti.

Secondo gli investigatori, nella struttura regnava un clima di terrore e silenzio. Le due responsabili avrebbero ignorato le segnalazioni di personale e familiari, tollerando – e talvolta ordinando – pratiche di contenzione non giustificate, l’uso improprio di sedativi e punizioni crudeli. Tra queste, anche la permanenza prolungata in una stanza chiamata “room relax”, dove alcuni ragazzi sarebbero stati lasciati senza assistenza, senza cambio e senza cibo.

Il centro “Per Mano”, nato per offrire accoglienza e terapie a persone con disturbi dello spettro autistico, si sarebbe trasformato – secondo la Procura – in un luogo di sopraffazione e abbandono. I carabinieri hanno documentato condizioni igieniche precarie, personale ridotto all’osso e farmaci somministrati senza controllo medico.

Ora la giustizia dovrà fare chiarezza. Il processo inizierà il 16 dicembre davanti al tribunale di Cuneo. I familiari di alcune vittime si sono costituiti parte civile. Le accuse più gravi – maltrattamenti sistematici e omissione di soccorso – dovranno essere provate in aula. Ma dalle prime testimonianze emerge una verità difficile da accettare: in un luogo nato per proteggere i più fragili, la fragilità è stata usata come arma.