Cronaca

“Padre Graziano” deve risarcire anche le sorelle di Guerrina Piscaglia, ma del corpo ancora nessuna traccia

Anche per le sorelle e i nipoti di Guerrina Piscaglia i giudici hanno stabilito un risarcimento danni da parte di “Padre Graziano”, Gratien Alabi, fissato in circa 650 mila euro. L’estate scorsa i giudici avevano condannato l’ex parroco a pagare circa 600 mila euro al vedovo e al figlio di Guerrina. Nessuna responsabilità civile invece per la diocesi e per la confraternita dell’ex sacerdote che è stato condannato in via definitiva a 25 anni di reclusione per omicidio e soppressione di cadavere. Restavano da definire solo i risarcimenti in sede civile che il Tribunale di Arezzo ha riconosciuto per tutti gli aventi diritto, nei due procedimenti giudiziari terminati tra agosto e i giorni scorsi, al termine del primo grado. I parenti avevano richiesto anche la condanna della diocesi aretina e dell’ordine di appartenenza di “Padre Gaziano”, i Frati Premostratensi che lo hanno espulso così come ha fatto la Chiesa cattolica. Come detto però i giudici di Arezzo non hanno ritenuto fondate le richieste risarcitorie. Per il giudice Fabrizio Prieschi del Tribunale civile di Arezzo: “l’omicidio non è stato né agevolato né reso possibile dalle funzioni pastorali” e il religioso non avrebbe “agito sfruttando la propria posizione, né vi è prova che abbia tratto vantaggio dalla propria funzione religiosa nell’attuazione del proposito criminoso”. A pagare dovrà essere solo l’ex parroco. Il corpo di Guerrina non fu mai ritrovato nonostante i numerosi appelli dei familiari e non solo, è un segreto che “Padre Graziano” non ha mai voluto rivelare, almeno fino ad ora. Era il 1 maggio del 2014 quando Guerrina Piscaglia si allontanò dalla propria abitazione per una passeggiata e non fece più ritorno. In seguito alla sua scomparsa un religioso, padre Gratien Alabi, vice parroco del paese, è stato processato e stato condannato per omicidio e distruzione di cadavere. La condanna è stata emessa in primo grado dal Tribunale di Arezzo (il 24 ottobre del 2016, giorno del compleanno di Guerrina) e confermata in Appello dalla corte fiorentina e in Cassazione. I familiari di Guerrina sono stati rappresentati in aula dalle avvocatesse Maria Federica Celatti e Chiara Rinaldi. Se ci sarà appello per provare a inserire tra i responsabili civili dell’omicidio la diocesi aretina e l’ordine religioso, si saprà solo nelle prossime settimane. Queste sono le decisioni al termine del primo grado civile di giudizio.

(Fonte Corriere di Bologna)