Cronaca

Tragedia a Locana, in Piemonte, scambia l’amico per un cinghiale e lo uccide con una fucilata, morto 82enne

Un colpo partito per errore durante una battuta di caccia in Piemonte spegne la vita di Armando Dalla Bona, 82 anni. Il giovane che ha sparato, appena diciannovenne, è sotto choc. Una domenica di ottobre, tra i boschi ancora verdi della Valle Orco, si trasforma in tragedia. Armando Dalla Bona, 82 anni, esperto cacciatore e volontario della Croce Rossa di Montanaro, è stato ucciso da un colpo partito dal fucile di un compagno di battuta. Un ragazzo di 19 anni, originario di Castellamonte, che lo ha scambiato per un cinghiale durante una battuta nei boschi di Locana. Erano le quattro del pomeriggio quando la macchina delle pompe funebri ha lasciato il bosco, seguita da una fila di auto silenziose. L’Orco scorreva rumoroso sotto il ponticello, mentre la montagna, mezza al sole e mezza all’ombra, custodiva la scena del dramma. Dalla Bona non indossava la pettorina fosforescente arancione, obbligatoria per chi partecipa a questo tipo di caccia. Forse, quell’errore di abbigliamento gli è costato la vita.

«È stato un incidente. Solo un incidente», raccontano gli amici rimasti accanto a una vecchia Panda militare. «Quel ragazzo non è un principiante. Caccia da anni. Ma Armando non aveva la pettorina, e da lontano il bosco inganna». Era il secondo giorno consecutivo di caccia per Dalla Bona, ex dipendente della Singer. Stanco, aveva preferito restare più in basso rispetto al gruppo. Pochi minuti dopo, uno sparo. L’allarme ai carabinieri parla di un malore. Ma quando il soccorso alpino raggiunge il luogo indicato, Armando è già morto: un colpo di fucile lo ha raggiunto in pieno.

I militari di Locana hanno cercato a lungo il bossolo con il metal detector. Il giovane, sotto choc, ha detto ai carabinieri: «Pensavo fosse un cinghiale. Non potevo immaginare». La procura di Ivrea, diretta da Gabriella Viglione, ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo: un atto dovuto. Nella valle, la notizia ha diviso la comunità. «Cacciare è pericoloso se non si rispettano le regole», dice un artigiano del posto. «Qui non andiamo più a funghi la domenica, per paura di essere colpiti». Altri, invece, difendono la tradizione venatoria, parlando di una fatalità impossibile da prevedere.

La vita di Armando Dalla Bona si è spenta tra gli alberi di Locana, in quella stessa natura che aveva sempre amato. Una tragedia che riaccende il dibattito sulla sicurezza della caccia e sull’eterno confine tra passione e rischio.