Cronaca

Greta e altri attivisti, tra cui tutti gli italiani, oggi saranno espulsi, “in cella violati tutti i diritti”

Flotilla, liberati oggi Greta Thunberg e altri attivisti, anche tutti gli italiani. L’attivista svedese Greta Thunberg sarà espulsa oggi da Israele in un volo per la Grecia: lo ha annunciato La Global Sumud Flotilla sui social. Thunberg sarà tra le oltre 70 persone di diverse nazionalità che oggi lasceranno Israele dopo essere state sequestrate a bordo della flottiglia di aiuti umanitari diretta a Gaza. Tra coloro che lasceranno Israele ci sono 28 cittadini francesi, 27 greci, 15 italiani e nove svedesi. Ventuno spagnoli sono tornati separatamente in Spagna domenica da Israele. Il rilascio lascia ancora diversi stranieri in custodia israeliana, tra cui 28 cittadini spagnoli. L’annuncio del rilascio degli attivisti italiani è arrivato in serata ieri dal ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani. “Partiranno domani (per oggi, ndr) con un volo charter per Atene – spiega -. Saranno assistiti dalla nostra ambasciata sia alla partenza e poi in Grecia nel trasferimento verso l’Italia”. Il vicepremier ringrazia “sinceramente” tutto il personale del ministero, i diplomatici in Israele e nelle altre sedi interessate per “il capillare lavoro di assistenza compiuto in questi giorni”. Gli italiani saranno 15 su un totale.

Il presidente cubano Miguel Díaz-Canel ha chiesto domenica la liberazione di David Adler, co-fondatore dell’organizzazione Progressive International e di 170 membri dell’equipaggio della Global Sumud Flotilla, arrestati dalle forze israeliane mentre trasportavano aiuti umanitari nella Striscia di Gaza. “Chiediamo la liberazione del co-coordinatore di Progressive International, David Adler e di altri 170 membri dell’equipaggio della Global Sumud Flotilla, crudelmente intercettati dalle forze israeliane mentre si avvicinavano alla costa di Gaza”, ha scritto Díaz-Canel sui social media, secondo quanto riportato da Efe. Il leader cubano ha anche chiesto che “cessi l’impunità dei sionisti genocidi e dei loro complici”.

Ada Colau: ‘In cella in Israele violati tutti i diritti’. “E’ stato un viaggio molto intenso e difficile, con un finale complicato. Abbiamo vissuto un’esperienza molto dura”, poiché “ci hanno rinchiuso in un carcere di massima sicurezza dove non esiste Stato di diritto. Ci sono stati maltrattamenti e trattamento denigrante”. E’ la denuncia fatta dall’ex sindaca di Barcellona e attivista della Global Sumud Florilla, Ada Colau, all’arrivo in tarda serata, insieme al consigliere comunale di Erc, Jordi Coronas, all’aeroporto di El Prat, in Barcellona, dove sono stati accolti da decine di sostenitori della causa palestinese e dirigenti politici.

“Ci hanno intercettato illegalmente. Lo Stato di Israele ha violato tutte le leggi, ci hanno arrestati in acque internazionali e sequestrato le nostre imbarcazioni. E’ illegale e inammissibile”, ha detto Colau. “Quello che non ci aspettavamo – ha proseguito – era trovare al porto” di Ashdod, in Israele, “centinaia di poliziotti che ci hanno umiliati, tenuti per ore in ginocchio, con la testa contro il suolo, senza darci acqua e tirandoci per i vestiti”. L’esponente della forza di sinistra Comunes ha spiegato che, durante l’arresto e la detenzione, durata nel suo caso quattro giorni, “non abbiamo potuto fare la doccia, eravamo in 16 in una cella di sei metri per tre senza mai poter uscire per un’ora d’aria. Siamo rimasti totalmente isolati, senza poter avere contatti con le autorità consolari, avvocati o con le nostre famiglie. Non hanno dato medicine salvavita a persone diabetiche o asmatiche, che continuano a essere detenute”, ha denunciato.

Colau ha assicurato che le vessazioni subite durante i quattro giorni di detenzione “non sono nulla a confronto della sofferenza patita dalla popolazione”. “L’importante è fermare il genocidio e aprire corridoi umanitari. L’azione continua – ha assicurato l’ex sindaca – anche perché ci sono i nostri compagni ancora detenuti in quel carcere orribile e, fino a che non saremo tutti fuori, vi chiediamo di mobilitarvi”, .”Poiché – ha concluso Colau – “la pressione sociale funziona” e “tutte le mobilitazioni delle ultime settimane stanno producendo un cambio di paradigma e isolando sempre più lo Stato terrorista di Israele”.

 

(Fonte Ansa)