Cronaca

Lo sciopero generale con 2 milioni di persone in strada ha tracciato una via chiara e precisa

Oltre cento piazze in Italia si sono mobilitate per lo sciopero generale del 3 ottobre in solidarietà con Gaza e con la Flotilla indetto dai sindacati di base al quale ha aderito anche la CGIL. Anche il sindacato della polizia di stato Silp-Cgil ha fatto sapere di aderire convintamente allo sciopero. Per quanto il personale di pubblica sicurezza non goda di questo diritto gli uomini e le donne fuori servizio vi parteciperanno di propria iniziativa. “Siamo di fronte a una palese violazione del diritto internazionale – ha dichiarato il segretario generale Colapietro – sia per quel che riguarda ciò che sta avvenendo a Gaza e sia per i rischi che stanno correndo i cittadini italiani, volontarie e volontari, che con la Flotilla stanno compiendo un gesto importante”. Caos nelle stazioni di Roma, Napoli e Milano per cui la circolazione dei treni ha subito forti ritardi e cancellazioni. Il corteo nella Capitale si è mosso intorno alle 10 di stamattina da piazza Vittorio intonando Bella Ciao verso il presidio dell’Unione Sindacati di Base in piazza dei Cinquecento con in prima fila, tra gli altri, il segretario della Cgil Landini, la portavoce italiana della Flotilla Maria Elena Delia e il presidente della comunità palestinese di Roma e del Lazio Yousef Salman. A Livorno dalle 6 di stamattina un presidio indetto da USB ha bloccato l’accesso al porto con conseguente fermo del traffico commerciale caratterizzato da lunghe file di mezzi pesanti e auto passeggeri dirette ai traghetti. Nelle stazioni di Milano treni cancellati e ritardi fino a 5 ore, aperte invece le linee della metropolitana. Ancora sulle note di Bella Ciao il corteo è partito da piazza Oberdan con una presenza stimata dagli organizzatori intorno alle 50 mila persone. Stessa situazione caotica alla stazione Centrale di Napoli, corteo da piazza Garibaldi e piazza Matteotti. Tensione alta a Bologna dove si sono verificati incidenti sull’autostrada con cariche della polizia antisommossa. E ancora Genova, Firenze, Torino, Bari, Palermo, Pisa dove è stato bloccato l’aeroporto. La CGIL ha stimato oltre 2 milioni di persone scese in piazza solo in Italia.

Il ministro delle infrastrutture Salvini ha perso la testa – semmai l’abbia avuta – parlando di sanzioni personali e collettive per chi partecipa a uno sciopero che ha definito illegittimo.”Prevalga il buon senso o reagiremo” ha dichiarato e viene da chiedersi chi crede di essere arrivando a invocare la precettazione per gli scioperanti del settore trasporti nonostante tutti sappiano che è l’ultima persona titolata a parlare di lavoro. Il presidente del consiglio Meloni da par suo sembra non aver capito quali siano le funzioni della carica che riveste – verrebbe da dire indegnamente – ovvero essere la rappresentante dell’intera cittadinanza, compresi gli elettori che non hanno votato il suo partito o la sua coalizione. È un eufemismo ovviamente perché sa benissimo quali dovrebbero essere i doveri di un primo ministro ma essendo in malafede si comporta di conseguenza. “Weekend lungo e rivoluzione non stanno insieme” ha avuto da commentare. Una bella faccia tosta visto che il Parlamento di fatto lavora da martedì mattina a giovedì pomeriggio. Che dire poi dei classici parlamentari assenteisti? Meloni spinge il dibattito pubblico in avanti per allargare lo spazio verso soluzioni autoritarie, esattamente come fecero le “picconate” di Cossiga conferendo più potere alla figura del Presidente della Repubblica. Anche la definizione di premier, che spesso le viene attribuita, è un modo per accelerare in direzione dell’accentramento dei poteri su una persona sola visto che nella Repubblica Italiana non c’è il premierato, una configurazione giuridica che attribuisce più poteri al primo ministro.

 

M. M.