“Ci troviamo adesso a circa 200 miglia dalle coste di Gaza”. “Stasera (martedì sera) la nave Alpino della Marina si fermerà e tornerà indietro”. A dirlo è Tony La Piccirella, uno degli italiani a bordo della Global Sumud Flotilla. “Noi entreremo nella zona di intercettazione e andremo avanti” aggiunge l’attivista spiegando che “non c’è un limite stabilito per il blocco navale, ma è grande quanto gli altri stati consentono a Israele di farlo”. Poi assicura: “Non ci fermeremo. La proposta di pace è solo una messinscena, una proposta di resa totale. Una svendita del territorio palestinese a Israele e Usa”. La Turchia intanto afferma che sta monitorando “la sicurezza” della Flotilla diretta a Gaza e che “se necessario” le forze armate turche sono pronte a fornire attività di soccorso e assistenza umanitaria, in coordinamento con partner internazionali. “La Turchia sta monitorando attentamente la sicurezza delle attività di aiuto umanitario svolte dalle navi civili attualmente in navigazione, in conformità con il diritto internazionale e i valori umanitari”, si legge in un comunicato del ministero della Difesa. “In questo contesto, le nostre navi contribuiranno alle missioni di aiuto umanitario in coordinamento con le istituzioni competenti”.
“La Global Sumud Flotilla prosegue nella sua navigazione verso Gaza e mancano circa 250 miglia all’ingresso nelle acque palestinesi”. Lo rende noto la delegazione italiana del Gobal movement to Gaza. “Durante il viaggio la flottiglia ha subito attacchi da parte di droni che hanno causato danni ad alcune imbarcazioni. Nonostante ciò, la missione continua con determinazione verso le acque palestinesi” viene sottolineato. Poi il movimento annuncia che “se si verificheranno ulteriori aggressioni alle imbarcazioni, la popolazione è pronta a mobilitarsi nuovamente con scioperi e manifestazioni pacifiche”.
“Non abbiamo nessuna prova ma i sospetti di sabotaggi ci sono”. Lo dice la portavoce italiana del Global Movement to Gaza, Maria Elena Delia. “Sospettiamo sabotaggi alle barche, che peraltro ci sono stati anche nella storia delle precedenti flottiglie – spiega – Ad esempio il caso della Famiglia, una delle imbarcazioni più grandi, che ha avuto quel problema al motore che l’ha bloccata e non ha mai più ripreso il largo è stato sicuramente un evento sospetto”
Per quanto riguarda la Flotilla “sono preoccupato, perché cercare di violare il blocco navale comporta delle conseguenze. Noi abbiamo chiesto alla flottiglia, a cominciare dal Presidente della Repubblica per passare al Presidente del Consiglio, il ministro degli Esteri, il ministro della Difesa, e anche i leader dell’opposizione, di lasciare i beni a Cipro, perché poi possono essere – attraverso il Patriarcato latino di Gerusalemme – consegnati con l’accordo di Israele alla popolazione civile palestinese. Se l’obiettivo è quello di aiutare la popolazione civile palestinese, questo lo si può fare senza incorrere in incidenti”. Lo ha ribadito il ministro degli Esteri Antonio Tajani intervenendo all’evento “The Young Hope”. “La nostra Marina militare è presente lì solo per motivi umanitari, non con compiti militari: motivi umanitari significa se c’è un’avaria, se c’è qualcuno che sta male, siamo pronti ad aiutare non solo i nostri concittadini, ma su richiesta di altri Paesi. Ma certamente non possiamo mettere a repentaglio la sicurezza e la vita dei nostri marinai per una iniziativa politica che noi abbiamo sconsigliato di portare a termine, perché dobbiamo tenere conto anche della sicurezza dei nostri marinai. Non ci sarà mai un conflitto a fuoco tra la nostra Marina e la Marina di Israele, perché non siamo in guerra con Israele. Io capisco tutte le ragioni della flottiglia, però noi non possiamo andare a creare uno scontro militare”, ha sottolineato. “Abbiamo già messo in allerta da tempo sia l’ambasciata italiana a Tel Aviv, sia il consolato italiano a Gerusalemme per dare tutta l’assistenza, così come è stato fatto in passato, in caso di fermo di cittadini italiani che dovessero poi essere espulsi o processati e poi espulsi dalle autorità israeliane. Lo abbiamo già fatto e continueremo a farlo perché per noi la sicurezza e la tutela del cittadino italiano è una priorità”.
Sulla Flotilla “spero che prevalga il buonsenso da parte di tutti. Ho chiesto al ministro israeliano degli Esteri che non si usi la violenza. Mi è stato risposto che non ci saranno atteggiamenti violenti. E’ ovvio che Israele non permetterà di violare il blocco navale. Abbiamo sconsigliato alla Flotilla di andare a un tentativo di forzatura del blocco. Non sappiamo che cosa può succedere. Anche la nostra Marina militare è escluso che possa accompagnare la Flotilla nel forzare il blocco, perché non c’è alcuna possibilità di un conflitto a fuoco. Dobbiamo garantire la sicurezza anche dei marinai” ha aggiunto Tajani. Siv edrà.
(Fonte Ansa)
