Cronaca

Export, la Toscana guida le vendite del Centro Italia: +24% nella prima metà del 2026

L’incremento più significativo nell’ultimo anno si è registrato in Toscana: le vendite fuori dai confini sono cresciute del 23,8% rispetto a giugno 2025, fino a 43,7 miliardi.

«Nonostante guerre, dazi, crisi energetiche, l’export dell’Italia continua a correre. Nel 2025 le nostre esportazioni hanno toccato il record di 643 miliardi. Nei primi sette mesi del 2026 l’export è cresciuto del 4,6%, quasi il doppio della media europea. I 700 miliardi entro il 2027 sono il traguardo a cui puntiamo». Lo ha ribadito il ministro degli Esteri nonché vice premier, Antonio Tajani, in un messaggio inviato in occasione della terza e ultima tappa, a Roma, del percorso «Obiettivo Export» della Farnesina, il cui appuntamento conclusivo sarà il 17 dicembre 2026. L’evento nella Capitale è stato l’occasione per il lancio della web app del Piano d’Azione per l’Export che consente di consultare informazioni sui mercati esteri e sugli strumenti messi a disposizione da Farnesina, Ice, Sace, Simest e Cdp, offrendo anche la possibilità di salvare le informazioni di interesse e costruire così un percorso personalizzato in base alle esigenze dell’impresa.

«Dal Centro Italia mi aspetto un contributo chiave», ha aggiunto il leader forzista. L’export delle sei regioni del Centro Italia (Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo, e Sardegna) ha superato quota 82 miliardi a giugno di quest’anno, in crescita dell’11,7% rispetto al primo semestre del 2025.

L’incremento più significativo nell’ultimo anno si è registrato in Toscana: le vendite fuori dai confini sono cresciute del 23,8% rispetto a giugno 2025, fino a 43,7 miliardi. Seguono la Sardegna con un +11,6% (fino a vale 3,5 miliardi) e le Marche con un +9,2% (a 7,6 miliardi). Entrando nello specifico dei territori, con la lente di ingrandimento sulle città, primeggiano due toscane: Firenze con i suoi 16,4 miliardi di export, il 3,3% in più della prima metà del 2025, e Arezzo con 14,2 miliardi, in rialzo ben dell’80%. Bene l’export di macchinari e apparecchi (+16%) , mentre nella moda si ferma la discesa del tessile che durava da parecchi mesi (-0,7% nel primo semestre) e continua il recupero, seppur modesto, della pelletteria (+1,2%). Male il vino (-7,5% l’export della voce ‘bevande’), così come i mobili (-5,8%) e la produzione di carta concentrata a Lucca (-10,5%). Riprendono vigore i mezzi di trasporto (+3,9%) e il marmo (+7,3% l’estrazione di minerali da cave). La gioielleria cala del 45,7% (da 2,88 a 1,56 miliardi) nel semestre.

(Fonte milanofinanza.it)