Cronaca

Da Gaza alla Torre pendente: Engy Abdelal sarà una studentessa dell’università di Pisa

Dopo mesi trascorsi a testimoniare l'orrore con la forza della penna, per Engy si apre ora una nuova pagina.

Un viaggio lungo undici mesi per lasciare l’inferno della Striscia di Gaza e poter immaginare, finalmente, un futuro diverso. Engy Abdelal, 28 anni, è arrivata in Toscana e sarà una nuova studentessa dell’Università di Pisa, dove frequenterà il corso di laurea magistrale in Scienze per la Pace. Quella di Engy non è una storia come le altre. Per oltre un anno la giovane palestinese ha testimoniato il dramma del conflitto nella Striscia direttamente sulle pagine del settimanale “L’Espresso”. Un racconto in prima persona, crudo e diretto, condotto fra mille difficoltà grazie al legame con la giornalista della redazione, Federica Bianchi. È stata proprio lei a sollevare mari e monti per attivare una rete di solidarietà e contatti che hanno permesso alla ventottenne di lasciare la Striscia.

Un percorso a ostacoli, estremamente difficile, che si è concluso con una svolta decisiva: la disponibilità ad accoglierla da parte dell’Ateneo pisano. Un risultato sottolineato anche dalla stessa Bianchi, che ha voluto ringraziare pubblicamente il prorettore per la Cooperazione internazionale dell’Università di Pisa, Giovanni Federico Gronchi, per aver raccolto l’appello e dato a una giovane donna l’opportunità di credere ancora nella speranza di una nuova vita.
L’arrivo di Engy non è un caso isolato, ma si inserisce nel solco di una precisa scelta strategica e umanitaria intrapresa dall’Ateneo per garantire il diritto allo studio nei contesti di guerra. Con lei sale a sei il numero degli studenti palestinesi accolti nell’ultimo anno: tra la fine del 2025 e i mesi scorsi sono stati accolti a Pisa anche Aya, Ahmed, Muawiya, Mohammed e Naba, giunti grazie ai corridoi universitari e alle iniziative di cooperazione internazionale, come l’accordo con la Croce Rossa Italiana e il progetto IUPALS (Italian Universities for Palestinian Students).

“L’arrivo di Engy è un altro risultato concreto del nostro impegno per trasformare la solidarietà in opportunità reali di studio e di futuro – ha commentato il prorettore Giovanni Federico Gronchi – È particolarmente significativo che l’incontro tra persone, società civile, mondo dell’informazione e università abbia permesso di costruire un percorso che sembrava difficilissimo. Ora il nostro compito è accompagnarla e metterla nelle condizioni di sviluppare liberamente il proprio progetto professionale e personale”.

Gronchi ha inoltre espresso il suo ringraziamento a tutto lo staff dell’Ufficio Relazioni Internazionali per la determinazione nel gestire pratiche e percorsi complessi.

Dopo mesi trascorsi a testimoniare l’orrore con la forza della penna, per Engy si apre ora una nuova pagina. Le sue parole e la sua voce continuano, ma con un orizzonte nuovo davanti agli occhi: quello delle aule universitarie e di una comunità pronta ad accompagnarla nel suo percorso.