Violenza tra coetanei, otto adolescenti su dieci la considerano un problema, e a scuola non si sentono al sicuro
Prese in giro, insulti, spinte: episodi spesso sottovalutati, ma che per molti adolescenti rappresentano delle vere aggressioni. In Italia otto ragazzi su dieci ritengono che la violenza tra coetanei sia un problema grave e solo il 54% dichiara di sentirsi sempre (o spesso) al sicuro a scuola, mentre il 5% afferma di non sentirsi mai al sicuro. Sono dati emersi dal questionario del progetto «Applying Safe Behaviours: attuare comportamenti sicuri di prevenzione e risposta alla violenza tra pari e di genere» (attivo da aprile 2025 a febbraio 2027), alla sua seconda edizione, promosso da SOS Villaggi dei Bambini e cofinanziato dall’Unione Europea. Centrato sui temi della sicurezza a scuola, violenza di genere, bullismo e cyberbullismo, coinvolge cinque Paesi: Italia, Bulgaria, Kosovo, Romania e Svezia. Il progetto, presentato in occasione della Giornata europea contro le molestie indetta dalla Federazione italiana sport equestri (Fise), nasce per rispondere a un dato allarmante: in Europa, quasi uno studente su tre dichiara di essere stato vittima di bullismo a scuola (Unesco, 2019). Il progetto «Applying Safe Behaviours» prova a ribaltare la prospettiva: non solo prevenzione fatta dagli adulti, ma ragazzi che formano altri ragazzi, laboratori peer-to-peer (11–15 anni) condotti da giovani formatori, azioni concrete nelle scuole e nelle comunità, linee guida operative per i servizi social, raccomandazioni politiche a livello nazionale ed europeo. L’obiettivo è rafforzare il ruolo attivo di bambini e adolescenti – in particolare provenienti da contesti vulnerabili – affinché diventino protagonisti nella creazione di ambienti sicuri per sé stessi e i propri coetanei. Parallelamente, il progetto supporta educatori e professionisti nel riconoscere, prevenire e rispondere in modo adeguato alla violenza tra pari, compresa quella basata sul genere. Elemento centrale dell’iniziativa: la partecipazione attiva dei giovani, attraverso gruppi nazionali e un gruppo internazionale di esperti. Il progetto include anche un modulo specifico sulla «Child Safeguarding», promuovendo una cultura della tutela come prerequisito fondamentale di ogni attività educativa, sportiva e formativa.
Le risposte al questionario. Secondo i dati emersi dal questionario, con 260 adolescenti coinvolti tra scuole, associazioni giovanili e programmi Sos, gli episodi più frequenti riguardano la violenza psicologica: commenti sull’aspetto fisico, stereotipi di genere, esclusione sociale. Ma non mancano episodi di natura fisica e sessuale: un adolescente su due dichiara di aver assistito almeno una volta a contatti fisici indesiderati tra coetanei. E il cyberbullismo è in crescita, con il 36% dei ragazzi che riferisce di conoscere coetanei vittime di messaggi sessuali indesiderati. Ma il dato più preoccupante è la «normalizzazione»: l’80% degli adolescenti riconosce il problema, ma molti tendono a considerare normali alcune forme di aggressività. Ecco i numeri:
violenza psicologica: la più frequente (prese in giro su aspetto, identità, stereotipi di genere);
violenza fisica: il 65% ha assistito a episodi come spintoni o schiaffi;
violenza sessuale: un adolescente su due ha assistito ad almeno un episodio di contatti fisici indesiderati;
cyberbullismo: fenomeno in crescita, il 36% sa di coetanei che hanno ricevuto messaggi a sfondo sessuale indesiderati.
E sulla sicurezza a scuola:
il 54% si sente sempre o spesso al sicuro;
il 30% si sente al sicuro solo a volte o raramente;
il 5% dichiara di non sentirsi mai al sicuro.
(Fonte Corriere della Sera)
