Linea Oriente

Usa e Iran, trattative in bilico ma un incontro dovrebbe ad ogni modo svolgersi in Oman

I colloqui auspicati da più parti tra Usa e Iran per ora sono in bilico, come hanno anche dato a intendere le dichiarazioni del segretario di stato a stelle e strisce Marco Rubio. Ma domani, venerdì, un incontro in Oman dovrebbe comunque esserci, si vedrà. Tensione alle stelle invece in Iran, sia per l’allarme generale proclamato in vista del possibile intervento statunitense, che per le manifestazioni di piazza che hanno attraversato il paese dalla fine del 2025 funestate da gravissimi episodi di violenza provocati anche da agenti stranieri infiltrati (e su queste pratiche nel nostro piccolo sappiamo qualcosa anche in Italia). Donald Trump ha colto la palla al balzo, con la complicità più o meno gradita di Netanyahu, minacciando un intervento militare se Teheran non rinuncia alla ricerca per arrivare all’arma atomica (che ahinoi sappiamo essere un ottimo deterrente nei confronti dei paesi ostili) e accetti la trattativa sul nucleare. Intanto mentre da parte degli Stati Uniti continuano gli spostamenti di uomini e mezzi verso l’area, l’esercito iraniano ha evidentemente pensato di testare le capacità operative del nemico o comunque tenerne sotto controllo i movimenti compiendo due azioni che sono state definite aggressive verso le navi statunitensi. Il primo incidente ha coinvolto alcune motovedette dei pasdaran, i Guardiani della Rivoluzione, che hanno tentato un abbordaggio nei confronti di una nave commerciale battente bandiera statunitense vicino lo Stretto di Hormuz. Il secondo incidente ha coinvolto un drone iraniano che è stato abbattuto mentre si trovava in avvicinamento alla portaerei Lincoln “con intenti non chiari” come ha riferito il portavoce militare Usa. Proseguono intanto febbrili i colloqui incrociati per arrivare a una soluzione, gli inviati statunitensi Witkoff e Kushner, nell’ordine consigliere e genero di Donald Trump, si trovano oggi in Qatar per incontrare il premier ma non vedranno i rappresentanti iraniani. Teheran intanto ha convocato gli ambasciatori UE e ha fatto sapere che nei prossimi giorni si potrà delineare un “quadro” per quello che riguarda i negoziati con gli Stati Uniti che a loro volta hanno confermato la volontà di proseguire le trattative. I media israeliani hanno però rilevato “posizioni troppo distanti” tra le parti, inoltre pare che “non c’è ottimismo sugli attesi colloqui con gli Usa” ha fatto trapelare una fonte governativa da Teheran, “a causa del comportamento contraddittorio di Washington”. Secondo il sito Axios, che ricordiamolo ha sede ad Arlington in Virginia, si andrebbe verso il fallimento dei negoziati in quanto, riporta, “l’esito delle discussioni dipenderà dalla volontà degli Stati Uniti di allontanarsi dall’attuale approccio” che appare “incoerente ed influenzato da pressioni esercitate da Israele sull’inviato Steve Witkoff durante la sua ultima visita” nella regione. Da Teheran hanno subito chiarito che “qualsiasi tentativo” di dibattere tematiche che non riguardino il dossier sul nucleare “dimostrerebbe la mancanza di serietà della controparte” la cui posizione ambigua ha già influito negativamente sulla possibile partecipazione di altri attori presenti sullo scacchiere regionale.