Trump dichiara chiuso lo spazio aereo sul Venezuela e minaccia: “Presto azioni di terra contro il narcotraffico”
“A tutte le compagnie aeree, ai piloti, agli spacciatori di droga e ai trafficanti di esseri umani, vogliate considerare che lo spazio aereo sul venezuela e intorno al Venezuela è interamente chiuso”. Questa è più o meno la traduzione del messaggio pubblicato oggi da Donald Trump sul suo social network Truth. Tensione alle stelle nei Caraibi dopo la chiusura dello spazio aereo venezuelano annunciata da Donald Trump. Non vi sono al momento risposte ufficiali da parte del governo bolivariano di Caracas a quello che si può considerare come il preludio a possibili attacchi aerei da parte degli Stati Uniti utili probabilmente per preparare l’invasione da parte delle truppe di terra. Come abbiamo già riportato in precedenza un forte contingente navale con migliaia di marines imbarcati è già presente nei Caraibi e dallo scorso settembre ha operato in spregio ad ogni diritto internazionale affondando diverse imbarcazioni e provocando la morte di decine di persone sospettate di appartenere ai cartelli del traffico internazionale di droga. Agghiacciante l’ordine di “uccidere tutti” che secondo il Washington Post avrebbe impartito il segretario della difesa USA Hegseth durante le prime azioni nei confronti dei sospetti trafficanti. L’accusa di far parte dei cartelli nei confronti di Maduro si è dimostrata priva di fondamento così come lo era a suo tempo l’accusa che venne mossa dagli USA all’Iraq di aver prodotto armi di distruzione di massa, cosa che ne giustificò l’invasione e ne causò la successiva destabilizzazione. In ogni conflitto c’è sempre il “casus belli”, dal mitico rapimento di Elena nell’Iliade agli incidenti al confine con la Polonia, provocati dai nazisti travestiti da militari polacchi, che diedero inizio alla guerra in Europa nel 1939. Tuttavia il pretesto che può spingere verso un conflitto può essere anche del tutto casuale come lo sparo di Gavrilo Princip nel 1914 a Sarajevo, che provocò un effetto domino innescando una catena di eventi impossibili da fermare. La chiusura dello spazio aereo nel nostro caso è a tutti gli effetti un atto ostile, gli analisti hanno già notato che un paese sottoposto a chiusura dello spazio aereo risulta isolato e impossibilitato a ricevere i beni di prima necessità che occorrono alla popolazione quali i medicinali e qualunque altra tipologia di prodotti essenziali, oltre che a limitare completamente la possibilità di movimento per cittadini e lavoratori. Il presidente Maduro, che per stemperare gli animi si è espresso pubblicamente a favore della pace (e che per il NY Times potrebbe essersi sentito al telefono con Trump la scorsa settimana) ha comunque già mobilitato il paese per affrontare il pericolo di una invasione straniera. Fonti governative hanno denunciato il terrorismo messo in pratica dagli USA, dalla settimana scorsa infatti le autorità aeronautiche statunitensi hanno esortato gli aerei civili operanti nello spazio aereo venezuelano a “esercitare cautela” a causa del “peggioramento della situazione della sicurezza e dell’intensificazione dell’attività militare in Venezuela o nei suoi dintorni”. Tale avvertimento ha spinto alcune compagnie aeree, che gestiscono la maggior parte del volume di traffico verso il Sud America, a sospendere i voli per il Venezuela. La decisione non è affatto piaciuta a Caracas che ha bandito sei compagnie aeree per aver “aver aderito alle azioni di terrorismo di stato promosse dal governo degli Stati Uniti”. Seguiremo gli sviluppi nelle prossime ore.
