Speranze di pace, riparte da Ginevra il negoziato trilaterale tra Russia, Ucraina e Stati Uniti
Relativamente alla questione Ucraina, che si discuterà a Ginevra nei negoziati in programma domani martedì 17 febbraio 2026, la parte russa ha messo sul tavolo la proposta di istituire nel paese un governo temporaneo sotto la guida delle Nazioni Unite una volta cessate le ostilità. Della proposta, che rompe lo stallo in cui si trovavano le trattative, ne ha parlato Zelensky di persona con il segretario di stato USA Rubio incontrato a Monaco e al telefono con gli ormai famigerati Steve Witkoff e Jared Kushner, braccio destro e braccio sinistro di Donald Trump, chiedendo con una certa insistenza alla parte statunitense garanzie di sicurezza di lunga durata (si parla di 15 o 20 anni) che siano certe per arrivare al cessate il fuoco definitivo e passare successivamente alla nuova probabile ripartizione territoriale del paese e alla ricostruzione, quindi dalla parte ucraina sono state richieste anche garanzie di carattere economico. La proposta che andrebbe a coinvolgere l’ONU nel governo dell’Ucraina post conflitto, era già stata avanzata lo scorso anno dal presidente russo Vladimir Putin e rilanciata recentemente dal viceministro degli Esteri Galuzin in un’intervista rilasciata all’agenzia di stampa Tass. Galuzin ha fatto sapere che Mosca considera il protettorato delle Nazioni Unite come una delle possibili opzioni ricordando i “precedenti simili nell’ambito delle attività di peacekeeping promosse dall’organismo internazionale”. Questo per il Cremlino “renderebbe possibile lo svolgimento di elezioni democratiche in Ucraina, portando al potere un governo con cui firmare un trattato di pace, insieme a documenti legittimi sulla futura cooperazione interstatale”. Ora io non sono un esperto di diritto internazionale (che per altro ultimamente viene interpretato da più parti e piegato a interessi specifici se non del tutto calpestato) ma il presidente ucraino dovrebbe essere decaduto in base alla legge elettorale del paese e chiaramente allo stato attuale delle cose non vi è la possibilità di svolgere elezioni regolari. Tutto ciò induce la parte russa a considerare non legittimo il governo ucraino in carica e questo, oltre allo scandalo sulla corruzione che ne ha coinvolto ex ministri, è un problema per le trattative in quanto Zelensky non sarebbe disposto a indire elezioni prima di almeno due mesi di tregua. Quella che come al solito sembra latitare per il viceministro russo (e anche un po’ per noi) è l’Unione Europea che a sua detta si è autoesclusa dai negoziati “rifiutando di avere un dialogo diretto” con la parte russa che si è mostrata disposta al dialogo con gli USA ma anche con i singoli paesi europei o altri. Onestamente considerate le dichiarazioni dell’Alto Rappresentante per la politica estera di Bruxelles Kaja Kallas, che non perde mai una occasione per tacere vista la abissale ma aggressiva ignoranza di cui dà sfoggio quando apre bocca, non ci si poteva aspettare altro. Da più parti hanno sollevato dubbi sulle effettive intenzioni di Mosca che in realtà potrebbe prendere tempo per portare avanti l’operazione militare speciale. Vedremo cosa accadrà a Ginevra.