Il mostro di Grenoble, il peggio caso di violenza e abusi su minori della Francia e non solo. Siamo infatti davanti ad un caso di pedocriminalità seriale senza precedenti. Il 10 febbraio il procuratore della Repubblica di Grenoble, Étienne Manteaux, ha reso pubblico un dossier giudiziario definito «fuori norma»: Jacques Leveugle, un francese di 79 anni nato nel 1946 ad Annecy, Haute-Savoie, è accusato di violenze sessuali aggravate e stupri su 89 minori, tutti ragazzi tra i 13 e i 17 anni, commessi tra il 1967 e il 2022. L’uomo, attualmente detenuto in custodia cautelare dal febbraio 2024, è inoltre sospettato di aver ucciso la madre e la zia. L’indagine è iniziata in sordina, nell’ottobre 2023, quando il nipote di Leveugle, durante una visita familiare in Isère, vicino a Grenoble, ha rinvenuto una chiavetta USB nascosta. Il dispositivo conteneva numerosi file, fotografie e soprattutto 15 tomi di memorie dettagliate scritte dall’uomo stesso, in cui descriveva con precisione minuziosa rapporti sessuali con decine di adolescenti incontrati nel corso della sua vita. Insospettito dalla condotta dello zio, il nipote ha coraggiosamente consegnato il materiale alle autorità, dando il via a un’inchiesta condotta dalla gendarmeria di Vizille e dalla sezione di ricerca di Grenoble.
Leveugle, nelle sue memorie si é definito un «gentleman boy-lover», ha sfruttato per decenni professioni che lo mettevano a contatto con minori: educatore informale, insegnante freelance di francese, animatore in campi estivi e vacanze scolastiche. Queste posizioni gli hanno permesso di avvicinarsi alle vittime in contesti apparentemente innocui. Secondo le sue stesse memorie e le indagini finora svolte, gli abusi si sono verificati in almeno dieci paesi: Francia (inclusa la Nuova Caledonia negli anni ’80), Svizzera, Germania, Portogallo, Marocco (dove si era stabilito negli ultimi anni), Algeria, Niger, India, Colombia e Filippine. Circa la metà delle vittime identificate,una quarantina, è stata già ascoltata; le altre sono in via di identificazione. Gli inquirenti ritengono che il numero reale possa essere ancora più alto. Oltre ai reati sessuali, Leveugle ha confessato durante gli interrogatori due omicidi familiari: ll’uccisione della madre, malata terminale di cancro, negli anni ’70 e l’uccisione della zia,negli anni ’90, entrambe asfissiate con un cuscino.
Atti definiti da Leveugle come«legittimi» o motivati da una forma di pietà. I due omicidi verranno seguiti da un’inchiesta separata. Per la portata temporale, geografica e seriale del caso, il procuratore Manteaux ha deciso di rendere pubblico il nome del sospettato e di lanciare un appello internazionale a testimoni e vittime. L’obiettivo è raccogliere ulteriori denunce prima di chiudere l’informazione giudiziaria nel corso del 2026, anche se molti fatti risalenti a prima del 1993 rischiano di cadere in prescrizione
