Consumo di psicofarmaci tra i minori, sul podio c’è la Toscana. Il triste primato emerge dal rapporto 2024 dell’Osservatorio Nazionale sull’impiego dei Medicinali (OsMed) dell’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco), che fotografa una situazione preoccupante: in Italia nel 2024 la spesa farmaceutica totale è stata pari a 37,2 miliardi di euro (+2,8% rispetto al 2023), di cui il 72% rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Nello stesso anno sono state consumate 1.895 dosi di medicinali ogni 1000 abitanti al giorno, ovvero ogni cittadino ha assunto circa 1,9 dosi di farmaco. Dati allarmanti che non risparmiano i bambini toscani, principali fruitori su tutto il territorio nazionale. Parte proprio da qui l’allarme lanciato dall’Ordine degli Psicologi regionale.
“Essere la prima regione in Italia per prevalenza d’uso di psicofarmaci negli under 18 (0,96% contro 0,57% nazionale) non è un primato di cui vantarsi. È il segnale di un problema nella nostra rete di protezione e cura – spiega Valentina Albertini, presidente della Fondazione dell’Ordine degli Psicologi della Toscana –. Quando i servizi pubblici rivolti all’infanzia e all’adolescenza sono sotto organico e non riescono a erogare percorsi psicoterapeutici e riabilitativi complessi in tempi utili e per vari motivi il percorso privato non viene consigliato, l’unica via d’uscita per gestire l’emergenza e l’afflusso di domande è la stabilizzazione farmacologica”.
“L’aumento del +27% nei farmaci per l’Adhd in un solo anno in Toscana e l’aumento di antidepressivi per la stessa fascia di età racconta sicuramente una migliore capacità di fare diagnosi e quindi di intervento – continua Albertini – ma forse c’è anche un iperuso delle etichette diagnostiche, che rischiano di diventare una incapacità di fornire risposte psicologiche e relazionali adeguate”. Più in generale, “ La Toscana – sottolinea la presidente – registra un consumo di psicofarmaci significativamente superiore alla media nazionale e non è la prima volta che guadagna questo primato. Sicuramente gli psicofarmaci in alcuni casi sono fondamentali e in altri sono un sostegno utile. Ma questo dato ci dice anche che probabilmente di fronte al disagio, la risposta immediata e più diffusa nel nostro territorio è la ricetta medica, anziché il percorso di cura psicologica”.
Un approccio farmaco-centrico al benessere psicologico, che rischia di non fornire risposte adeguate e durature al disagio, causando dipendenza e ripercussioni profonde a lungo termine sulle persone. “La letteratura scientifica è chiara: la psicologia e la psicoterapia forniscono al paziente strumenti duraturi che prevengono le ricadute, cosa che la sola pillola non può fare. Ignorare la dimensione psicologica e relazionale del disagio e ricorrere al solo farmaco – spiega Albertini – rischia di cronicizzare la sofferenza e mantenere la persona in un rapporto farmacologico perenne. Stiamo spendendo male e curando parzialmente”.
La presidente indica quindi un percorso a doppio binario per far fronte all’emergenza. Da un lato la prevenzione: “Sappiamo dalle ricerche che i primi mille giorni di vita dal concepimento sono fondamentali per mettere le basi di quella sicurezza che sarà il metro attraverso il quale si affronteranno le difficoltà nella vita. Agire in questo periodo di ciclo di vita è sempre più urgente per evitare problemi futuri. Dobbiamo fare un investimento strutturale: finanziare l’assunzione di psicologi e psicoterapeuti in ogni ambito del Servizio Sanitario Toscano, in particolare nei servizi pubblici rivolti all’infanzia e all’adolescenza, per offrire percorsi di cura multidisciplinari fin dalle prime fasce d’età”.
Parallelamente, è necessario intraprendere un percorso a lungo termine, ovvero creare “un sistema di convenzione strutturale tra il Servizio Sanitario Regionale e gli psicologi e psicoterapeuti privati accreditati. Questo – conclude la presidente della Fondazione dell’Ordine degli Psicologi della Toscana – permetterebbe di abbattere le liste d’attesa in pochi mesi e garantirebbe ai cittadini una vera libertà di scelta terapeutica (farmaco o psicoterapia) a costi sostenibili”.
