Polvere di stelle

“Per un po’”, nelle sale il nuovo fim del giovane regista, tratto da una storia vera 33enne

Arriverà al cinema il prossimo giovedì 26 febbraio il film “Per un pò”, ispirato ad una storia vera, tratto dal romanzo di Niccolò Agliardi e diretto da Simone Valentini. È il racconto di una vicenda dai tratti particolari, è la narrazione di un legame che unisce due persone attraverso le complesse dinamiche dell’affido familiare. Le strade dei due protagonisti, Federico e Niccolò, interpretati rispettivamente da Isnaba Na Montche e Alessandro Tedeschi, si incrociano proprio grazie alla volontà di quest’ultimo di diventare padre affidatario. Niccolò, infatti, dopo un’esistenza vissuta tra agi, grandi possibilità e un’invidiabile carriera, prende una decisione capace di dare una svolta a tutto ciò che lo circonda e che prova. La sua realtà a prima vista impeccabile nasconde la mancanza ciò che più conta: avere qualcuno da amare e da proteggere. È per questo, per la voglia di dimostrare a sé stesso che può dare più di quanto è abituato a ricevere che tenta di realizzare un desiderio inespresso: diventare papà. Federico, invece, è un ragazzo appena maggiorenne, un diciottenne cresciuto in comunità, segnato da dolorose ferite e ignaro di quale sia il vero significato della parola amore. Sono all’apparenza opposti, appartengono a due generazioni diverse, a mondi inconciliabili, eppure, entrambi condividono, senza saperlo, la stessa viscerale necessità: dare un significato autentico alla propria vita. Vivono una convivenza difficile, perché a scontrarsi sono due universi che ancora non sanno quanto possa essere bello fidarsi e affidarsi all’altro. Non sono abituati a lasciarsi trasportare dall’affetto e dalla fiducia, la loro interiorità è bloccata tra rumorosi silenzi e potenti fragilità. Inoltre, a rendere ancor più complicato il loro rapporto già emotivamente altalenante, c’è la madre di Federico, Afrha, a cui il giovane è profondamente legato, nonostante la sua presenza non sia mai stata realmente un bene per lui.

Il loro è un viaggio tra contraddizioni, paure, tensioni, dubbi e coraggio ritrovato. L’uno accanto all’altro, al di là di ogni difficoltà all’apparenza insormontabile, creeranno a partire dalle loro cicatrici e dal passato che li ingabbia una famiglia atipica, composta da due persone che si scoprono ciò che non immaginavano di poter essere. Niccolò troverà in Federico l’essenza della propria esistenza e per la prima volta sentirà di star dedicando la sua vita a ciò che vale davvero. Federico, a sua volta, imparerà che anche lui merita protezione, che il vuoto che ha segnato il suo cammino non sparirà del tutto, ma sarà riempito da esperienze inedite e sensazioni travolgenti.

Il confronto con l’altro diventerà motore del dialogo con sé stessi. Mentre si sforzano di comprendere chi hanno di fronte, impareranno a capire ciò che hanno dentro, dando spazio ad esigenze e bisogni mai ascoltati prima. È il sottotitolo di questa toccante pellicola, “Famiglia è quando si trova casa”, a racchiudere il senso profondo dell’intero film. Una produzione cinematografica che mette in scena, con empatia e sensibilità, un rapporto che va oltre il semplice legame di sangue, unendo due anime che si riconoscono per non lasciarsi più.