Cronaca

Operaio senese morì in Umbria mentre potava alberi, al via un maxi risarcimento ai familiari

Era morto a 54 anni mentre faceva il suo lavoro, schiacciato letteralmente da un grosso ramo di un pioppo a Castiglion del Lago in provincia di Perugia. L’ennesimo decesso sul lavoro in Italia. Ora a distanza di 9 anni i familiari dell’operaio di San Casciano in Bagni, in provincia di Siena, dovranno essere risarciti. La corte d’Appello di Firenze, nei giorni scorsi, modificando la precedente sentenza di primo grado dei colleghi senesi ha condannato due ditte toscane in solido a versare ai familiari 687 mila euro di risarcimento, tra danni e spese legali, più interessi. In primo grado il Tribunale di Siena ne aveva riconosciuti 450 mila. Le due ditte, appaltatrice e subappaltatrice di un lavoro di potatura commissionato sempre da una terza ditta toscana,sono state ritenute responsabili della morte dell’operaio che il 16 gennaio del 2017 stava lavorando insieme ad altri colleghi per attività di potatura e disboscamento di alberi sulla riva del torrente “Bacocchia” in località Porto, nel Comune di Castiglione del Lago, in provincia di Perugia. Intorno alle 13 un ramo molto grosso e pesante di un pioppo che un suo collega aveva appena finito di tagliare era caduto e lo aveva colpito in pieno. Sul posto erano intervenuti i sanitari del 118 e i carabinieri ma per il 54enne senese non c’era stato nulla da fare. Quel ramo era troppo pesante, troppo grosso e lo aveva centrato tra testa e collo. Ne era seguito un procedimento penale, ancora non concluso in tutti i gradi di giudizio e nei diversi Tribunali, e anche un procedimento civile per il risarcimento dei danni, oltre agli indennizzi Inail previsti per gli infortuni e i decessi sul lavoro. In primo grado il Tribunale di Siena aveva condannato una sola ditta a circa 450 mila euro, ma i giudici di secondo grado hanno riformato in parte la sentenza, ritenendo responsabili per l’accaduto entrambe le ditte (la cooperativa per cui lavorava l’operaio e la società che gli aveva commissionato i lavori in subappalto), e condannandole, come detto, a 687 mila euro di risarcimento totale. Una prima ditta toscana che aveva affidato l’appalto alla ditta condannata, che a sua volta si era rivolta alla cooperativa senese per eseguire i lavori, è stata invece esclusa da ogni responsabilità, sia in sede penale sia in sede civile. Per la corte d’Appello fiorentino si è trattato di una tragedia evitabile. I giudici di secondo grado, Santese Conte e Mazzarelli, in definitiva, in sentenza hanno affermato che qualora le società avessero rispettato le norme e quindi avessero previsto il rischio di caduta dagli alberi, che era ovviamente elevato, “e conseguentemente adottato procedure per eseguire il taglio in sicurezza, e informato i lavoratori sulle modalità di svolgimento, l’operaio avrebbe provveduto a tenere i comportamenti adeguati e non sarebbe deceduto”, escludendo quindi  la sussistenza di una parte di responsabilità in capo alla vittima. Le rispettive compagnie assicurative ora dovrannno pagare i danni ai familiari dell’operaio senese. I giudici d’Appello sono arrivati a queste conclusioni dopo aver raccolto tutta la documentazione sanitaria, ascoltato testimoni, e disposto una perizia medico-legale.

(Fonte Corriere Fiorentino)