A Viareggio, l’8 settembre 2024, una rapina ha segnato per sempre la vita di due persone. Cinzia Dal Pino, 66 anni, imprenditrice locale, stava tornando a casa quando un uomo le ha strappato la borsa. La donna ha reagito subito, inseguendo l’uomo con la sua auto. Durante l’inseguimento, Nourdine Mezgoui, 52 anni, è stato investito e ha perso la vita poco dopo. Quel momento ha scosso la città e da allora la vicenda è seguita da tutta Italia. La dinamica dell’accaduto è al centro del dibattito: secondo le ricostruzioni, l’uomo avrebbe afferrato la borsa di Cinzia e cercato di fuggire. La donna, in preda al panico, ha reagito investendolo con l’auto. L’incidente è stato immediatamente denunciato, e da allora le indagini hanno cercato di ricostruire ogni secondo della vicenda, tra testimonianze dei passanti, perizie tecniche e analisi delle immagini delle telecamere di sorveglianza. Ora la vicenda entra in una nuova fase. La Corte d’Assise di Lucca ha disposto che Cinzia Dal Pino sarà sottoposta a una perizia psichiatrica a partire dal 17 febbraio. Lo scopo è verificare se, nel momento dell’investimento, la donna fosse capace di intendere e volere, e se la sua reazione rientrasse nei limiti della legittima difesa. La perizia sarà fondamentale per il prosieguo del processo, e tutti gli esperti chiamati a partecipare analizzeranno comportamenti, reazioni e lo stato psicologico della donna durante e dopo l’incidente. La vicenda ha diviso l’opinione pubblica: c’è chi difende la donna, sottolineando la paura e il senso di minaccia immediata, e chi invece contesta la violenza della reazione. Il dibattito sulla legittima difesa e sui limiti della reazione sotto stress resta aperto, mentre la comunità di Viareggio continua a seguire ogni sviluppo con attenzione. Dal 17 febbraio, con l’inizio della perizia psichiatrica, il processo entrerà in una fase decisiva. La vicenda non è solo cronaca nera: mette al centro il confine tra difesa personale e responsabilità penale, mostrando come in pochi istanti la vita possa cambiare radicalmente, per chi subisce e per chi reagisce.
