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Napoli, Milan e Roma guidano la classifica, frena ancora la Juve, bene la Lazio, vince l’Inter

La quinta giornata di Serie A si è chiusa con un verdetto chiaro e un messaggio forte: la lotta per il titolo è già più che viva. Il big-match di San Siro non ha tradito le attese, offrendo intensità, tattica e la prima vera sterzata di un campionato che, dopo appena un mese, si preannuncia equilibrato e vibrante. Il duello in vetta tra Milan e Napoli si è risolto a favore dei rossoneri, che si aggiudicano l’incontro con un significativo 2-1 e, soprattutto, agganciano proprio i partenopei in testa alla classifica a quota 12 punti. La mano di Max Allegri sulla panchina milanista comincia a vedersi con chiarezza: una squadra più solida, cinica nei momenti chiave e capace di esaltare le individualità senza perdere la sua compattezza. Il successo contro la capolista uscente non è solo una vittoria di prestigio, ma un’iniezione di fiducia che proietta il Diavolo in un ruolo di assoluto protagonista. Il Napoli ha pagato dazio a una maggiore concretezza del Milan, complici errori individuali ma anche letture tattiche errate da parte di Antonio Conte. Il cambio di De Bruyne fa discutere.

A tenere il passo delle due sopracitate c’è la Roma di Gasperini, che con un autoritario 2-0 sul Verona si sono presi la vetta a pari merito. I giallorossi dimostrano una solidità difensiva che la rendono fino ad ora la miglior squadra dell’anno solare 2025. E se iniziano a segnare con continuità gli attaccanti, i capitolini possono ritagliarsi un ruolo da protagonista. Chi invece non riesce a trovare la marcia giusta è la Juventus. Il pareggio per 1-1 in casa contro l’Atalanta è un altro segnale di un cammino ancora troppo incerto per la Vecchia Signora, che resta a un solo punto di distanza dal terzetto di testa ma che sul piano del gioco fatica a convincere. I bianconeri non riescono a imporre la propria superiorità, lasciando perplessità sulla reale capacità di tenere il ritmo delle battistrada. L’Atalanta, grazie a questo pareggio si conferma una mina vagante e si attesta a quota 9 punti, nonostante i dubbi di inizio stagione sulla gestione tecnica affidata a Juric.

Il gruppone degli inseguitori si fa folto. L’Inter bissa il successo della settimana precedente e con un netto 0-2 a Cagliari si porta anch’essa a quota 9 punti, confermando le sue ambizioni europee. A farle compagnia ci sono l’Atalanta, come detto, e la sorprendente Cremonese, che strappa un altro punto prezioso (1-1) nella difficile trasferta di Como, che ancora una volta si fa rimontare da una situazione di vantaggio. Un limite sul quale Fabregas deve ancora maturare ma a cui va riconosciuta l’audacia.

Nel lunch-match di domenica arriva il successo fondamentale in ottica salvezza del Sassuolo di Fabio Grosso ai danni dell’Udinese. Due sono i rigori assegnati ai friulani e successivamente annullati dal VAR. Nei bassifondi della classifica non mancano i segnali di reazione. Il pareggio per 1-1 nel derby toscano tra Pisa e Fiorentina è un punto d’oro per i nerazzurri che frena la viola. Ad oggi una delle peggiori squadre del campionato. Non in grado di creare pericoli e soprattutto senza identità. Tanto che la panchina di Stefano Pioli è già in bilico. Serve una sterzata.

Ma il colpo di giornata, quello più romantico, lo mette a segno il Lecce. Sotto 2-1 contro il Bologna, i salentini non si sono arresi e hanno agguantato il pareggio (2-2) nel finale grazie a un gol che entra di diritto nella storia. A firmarlo è stato il diciassettenne Francesco Camarda, al suo primo gol da professionista in Serie A. Una rete che non solo regala un punto importantissimo al Lecce, ma accende i riflettori, dopo anche il gol di Pio Esposito in Inter Cagliari, sui talenti nostrani. Da proteggere e coltivare. La storia parla, il troppo entusiasmo può essere un freno. Andare con cautela con le valutazioni deve essere l’imperativo.

Nei posticipi del lunedì, che chiudono la giornata, si rilanciano Parma e Lazio, vincendo rispettivamente contro Torino e Genoa, due squadre in crisi. In particolare il Grifone non ha alcun apporto offensivo e Vieira sembra trovare difficoltà ad inserire i nuovi arrivati. Una situazione che condanna i rossoblù all’ultimo posto con solo 2 punti. I granata, invece, dopo aver convinto alla terza giornata contro la Roma non sono riusciti a dare continuità, forse succubi del grigiore che circonda l’ambiente torinese. E adesso dopo già tre sconfitte la stagione si mette in salita. Baroni, per sua stessa ammissione, è ancora alla ricerca della giusta quadratura tattica. Il tempo però non è detto sia dalla sua parte. Intanto i tifosi inveiscono contro Cairo.