Michel Fourniret, i misteri irrisolti dell’Orco delle Ardenne, il più feroce serial killer francese, su RaiPlay e Netflix
L’uomo nero esiste, ma non è riconoscibile, non è il maniaco con la motosega di qualche campagna sperduta nel texas, non indossa maschere da hockey e sbrana campeggiatori a colpi di Machete. L’uomo nero è un uomo comune, un padre di famiglia, un uomo premuroso. Uno come tanti. Il nostro vicino che salutiamo da lontano, il cliente che serviamo alla cassa del supermercato. Il gentile e anonimo individuo che incrociamo nel parcheggio del ristorante. Abbiamo già imparato a conoscere individui simili. Il mite Jeffrey Dahmer, l’imprenditore edile John Wayne Gacy, l’affabile Ted Bundy e l’integerrimo Dennis Rader, anche conosciuto come BTK. Tutti insospettabili, tutti predatori di uomini e tutti americani. Il serial Killer è divenuto un mostro americano e quindi Hollywoodiano, prodotto di una cultura a noi così lontana a livello ideologico e geografico. Come la neve è un problema dei paesi ad alta quota, l’omicida seriale è sempre sembrato a noi europei un problema degli Stati Uniti, nonostante chiari e sconvolgenti esempi. I nomi dei mostri che abbiamo nominato fanno parte della nostra cultura di massa. Li conosciamo tutti. Nominare infami assassini seriali come Maurizio Minghella o Donato Bilancia non ha lo stesso effetto che nominare Richard Ramirez. Il decoro europeo ci impedisce di far di questi brutali mostri delle icone pop.
Ciò non di meno è necessario parlare di questi demoni dalle sembianze umane, di questi predatori di persone che hanno venduto la loro umanità per soddisfare le loro nevrosi e pulsioni. Noi persone comuni dobbiamo sapere, essere informati. Riconoscere un mostro significa salvarsi da esso e salvare delle vite umane.
Oggi parleremo di Michel Fourniret, un uomo comune, all’apparenza comune, sposato e con un figlio. Michel verrà arrestato nel 2003 per tentato rapimento di una ragazzina. Un reato grave, che porterà alla perquisizione della sua abitazione. Michel Fourniret, si scoprirà, aveva precedenti penali per violenza su minore. Un errore, lo difende la moglie Monique, Michel è vittima di false accuse e circostanze, è un uomo buono, che si è sempre preso cura di lei. Monique è una donna fragile, sola e molto molto innamorata del marito. Monique difende Michel a spron battuto, ma le perquisizioni in casa dei Fournier trovano dei dettagli inquietanti. Uno spioncino per sbirciare sotto la doccia, delle catene saldate alla parete della cantina e una quantità preoccupante di sale antigelo adatto per produrre soda caustica. Gli investigatori iniziano a sospettare che quell’uomo comune, Michel Fourniret, non sia un semplice rapitore ma qualcosa di più preoccupante. Un mostro, un vero mostro.
Peccato che non ci siano prove. Michel al massimo può essere incriminato per tentato rapimento. Ci vorrà un anno di interrogatori serrati prima di scoprire la truce verità. Michel Fourniret ha violentato e ucciso almeno 8 ragazze dai 12 ai 22 anni, con la complicità della moglie che lo aiutava a cacciare. Una Folie a Deux in cui la coppia, morbosamente legata da un amore tossico e malato ha commesso crimini atroci nell’arco di 14 anni. Sarà la moglie a confessare finalmente i delitti, a pochi giorni dalla scarcerazione del marito per insufficienza di prove. Michel aveva approfittato di Monique, una donna dalla psiche fragile per manipolarla e renderla sua complice nelle sue pulsioni che l’ha accompagnato in un piano criminale fino a che gli inquirenti non sono riusciti a instillare in lei il dubbio di essere stata manipolata. Il suo principe azzurro altri non era che un bieco manipolatore, un barbablu al quale lei procurava le ragazze che più desiderava, possibilmente vergini. Vittima o Complice consapevole? a questo quesito non è facile dare risposta.
Ci prova “A un Passo dalla Verità” film televisivo del 2021 di Yves Rénier che narra la cattura e la condanna di Michel Fourniret, soprannominato il mostro delle Ardenne, e di Monique. Una regia asciutta, priva di elementi scabrosi che mostra in modo coerente la difficile indagine fatta di interrogatori estenuanti e indagini deduttive da parte degli investigatori per incastrare questa coppia di mostri. Disponibile su Raiplay, “A Un Passo Dalla Verità” in poco meno di 90 minuti riesce a tracciare le linee della psiche malata di Michel Fourniret e le dinamiche di un’amore tossico, attraverso riprese che ripercorrono un’estenuante indagine per cercare il modo di fermare il mostro, o meglio i mostri, delle Ardenne. Sull’argomento vale la pena citare anche l’interessante documentario IL MOSTRO DELLE ARDENNE – Nella testa di Monique Olivier, disponibile su NETFLIX che invece analizza la vicenda proprio dal punto di vista della moglie di Michel Fourniret, scavando più in profondità nella sua psiche contorta e nella manipolazione mentale che l’ha portata ad affiancarsi ad uno dei più prolifici serial killer della nostra Europa. La vicenda del mostro delle Ardenne è importante perchè mostra, in maniera certamente esasperata, le dinamiche dell’amore tossico e della manipolazione da parte del partner. Come detto in apertura è lo studio di questi casi e la divulgazione attraverso media fruibili da tutti che ci permette di riconoscere nella nostra quotidianità dinamiche preoccupanti e salvare delle vite. Compresa la nostra.
M. D. L.
