Lucca, esplode il caso Trebesto: “Sfrattati per una scelta politica”, la replica del Comune
Lo sfratto della “Popolare Trebesto” dallo stadio Bardo rischia di trasformarsi in un altro caso politico della torrida estate lucchese. Da una parte la società parla apertamente di una decisione dettata dalla politica e chiama in causa direttamente il sindaco Mario Pardini; dall’altra il Comune replica che non esiste alcuna scelta discrezionale e che la decadenza della concessione è semplicemente l’effetto previsto dagli atti firmati. La vicenda nasce dalla rinuncia dell’Ac Luccasette, associazione che insieme alla Trebesto aveva ottenuto nel 2020 la concessione dell’impianto sportivo di Sorbano. Secondo quanto annunciato dalla stessa Trebesto sui propri canali social, questa decisione comporterebbe l’immediata decadenza dell’intera concessione, con il conseguente sfratto della squadra a poche settimane dall’inizio della nuova stagione sportiva.
Una prospettiva che la società definisce incomprensibile. Nel lungo messaggio pubblicato online, la Trebesto ricorda di aver trovato sei anni fa un impianto in stato di abbandono e di averlo riqualificato completamente grazie al lavoro e ai contributi dei propri soci, senza ricevere finanziamenti pubblici né sponsor privati. La squadra sostiene inoltre di essersi fatta carico integralmente di tutte le spese di gestione del campo e afferma che la stessa Ac Luccasette avrebbe riconosciuto formalmente, tramite Pec, come fosse la Trebesto l’effettiva utilizzatrice e gestrice dell’impianto. Per questo motivo la società ritiene che il Comune avrebbe tutti gli strumenti per garantirne la continuità gestionale, scegliendo invece di non farlo.
“Questa non è un’impossibilità tecnica o burocratica, ma una precisa scelta politica”, scrive la Trebesto, che si rivolge direttamente al sindaco Mario Pardini chiedendo quale risposta intenda dare agli oltre cento tesserati – tra cui anche l’unica squadra di calcio femminile del Comune di Lucca – che, a un mese dall’inizio dei campionati, non sanno ancora dove potranno allenarsi e disputare la stagione. Nel comunicato trovano spazio anche riferimenti politici più espliciti. La società richiama infatti il proprio impegno per uno sport popolare, antirazzista, antifascista e antisessista e collega la vicenda alle recenti polemiche per lo striscione di auguri a Benito Mussolini comparso allo stadio Porta Elisa, sottolineando come, a loro avviso, il Comune non abbia mai preso posizione neppure dopo i ripetuti atti vandalici subiti negli anni al Bardo.
Alle accuse ha risposto nelle ultime ore l’amministrazione comunale con una nota ufficiale, nella quale ricostruisce il quadro amministrativo della vicenda. Secondo Palazzo Orsetti la concessione era stata affidata a un raggruppamento formato da Ac Luccasette e Trebesto e proprio la rinuncia di uno dei due soggetti farebbe scattare automaticamente la decadenza prevista dall’articolo 29 dell’atto concessorio.
“L’atto tecnico che stanno predisponendo gli uffici non rappresenta una decisione discrezionale del Comune, né tantomeno una minaccia rivolta a una società sportiva”, spiega il vicesindaco e assessore allo Sport Fabio Barsanti. “Il venir meno del sodalizio tra le due associazioni concessionarie determina infatti, secondo quanto previsto dalla concessione, la decadenza automatica della stessa. Si tratta di un effetto giuridico conseguente alle clausole sottoscritte.”
Barsanti aggiunge inoltre che, prima dell’avvio della procedura formale, l’amministrazione ha incontrato la Trebesto per illustrare il quadro normativo della situazione e ribadisce che la società potrà partecipare ai futuri bandi pubblici per l’assegnazione dell’impianto come qualsiasi altra associazione sportiva. Il Comune respinge infine con decisione ogni ipotesi di favoritismi nella gestione degli impianti sportivi, rivendicando il percorso intrapreso negli ultimi anni all’insegna di “regole uguali per tutti, trasparenza, legalità e coerenza amministrativa”.
La vicenda, tuttavia, sembra destinata a uscire presto dai confini dello stadio Bardo. Secondo quanto risulta da fonti dell’opposizione, il caso potrebbe infatti approdare nei prossimi giorni in Consiglio comunale, dove potrebbero essere chiesti chiarimenti all’amministrazione sulle modalità con cui è stata gestita la concessione e sul futuro dell’impianto di Sorbano. A poche settimane dal via dei campionati, resta quindi aperta non solo la questione sportiva, ma anche quella politica. Da capire se lo scontro si fermerà agli scambi di note ufficiali o se finirà per trasformarsi in un nuovo terreno di confronto tra maggioranza e opposizione a Palazzo Santini.
