Gaza: fin dall’alba di oggi 18 settembre fonti mediche riferiscono di ondate di attacchi aerei e missilistici vicino alle poche strutture ospedaliere ancora in funzione, tra le quali un ospedale pediatrico, lo riporta l’emittente Al Jazeera che ha parlato di almeno 83 vittime mentre prosegue l’offensiva terrestre sulla città. Hamas ha dichiarato di ritenere l’attacco vicino agli ospedali “crimine di guerra a tutti gli effetti” oltre che “palese messaggio di sfida e palese disprezzo per la comunità internazionale”. La Commissione d’Inchiesta delle Nazioni Unite, preso atto del genocidio attuato dalle forze israeliane a Gaza, ha sottolineato che tali azioni fanno parte del progetto portato avanti da Israele per distruggere il settore sanitario palestinese con, tra l’altro, l’eliminazione di medici e operatori oltre agli ospedali ridotti in macerie dai bombardamenti. Sulle operazioni portate avanti dall’Idf grava il segreto militare; si stanno testando nuove strategie di combattimento come è trapelato da alti gradi dell’esercito seguendo tre fasi: la prima con massicci attacchi soprattutto notturni, la seconda intervento terrestre in coordinazione con i servizi di sicurezza per minimizzare i rischi per il personale e gli ostaggi mentre la terza fase è classificata al più alto livello di segretezza. Le comunicazioni con l’estero sono complicate dalla linea di internet che funziona solo a tratti, poche le immagini che provengono esclusivamente da ambienti militari. Quasi 400.000 residenti hanno lasciato la città; gli fanno eco le dichiarazioni del ministro delle Finanze israeliano Smotrich che ha ammesso pubblicamente di discutere con gli Stati Uniti il progetto per la ricostruzione della Striscia descrivendo di trasformare Gaza in una miniera d’oro per gli investitori. Donald Trump aveva già parlato di farla diventare “una zona fiduciaria amministrata dagli Stati Uniti per almeno dieci anni” con viali alberati, negozi, ristoranti e sale giochi. Per quello che riguarda le misure prese dalla UE nei confronti di Israele la maggior parte riguarderanno le importazioni del settore agricolo. Non sarà soggetto a sanzioni invece il settore degli armamenti in quanto protetto dai trattati del WTO (Organizzazione Mondiale del Commercio) e dalla “clausola di confidenzialità” per la quale i dati su quanto incida lo scambio tra Ue e Israele non sono noti.
Vogliono trasformare la striscia di Gaza in un resort turistico per super ricchi. Si dirà sai che novità, si sapeva già. Eh si, ma tra il dire e il fare non ci sta più il mare, il nostro Mediterraneo, recentemente tornato di interesse strategico anche in prospettiva. Questi vogliono farlo davvero. A questo punto non si tratta più semplicemente di una questione regionale, una catena di conflitti che insanguina il Medio Oriente dalla notte dei tempi. Si tratta di un problema globale perché questi, i plutocrati e i loro accoliti, con i destini del mondo ci stanno giocando un po’ troppo e si sfregano le mani quando tocca ricostruire le macerie che essi stessi hanno contribuito a creare con le loro azioni predatorie. Come sciacalli, iene e avvoltoi si gettano a capofitto ovunque ci sia da spolpare qualcosa in un perverso gioco al massacro. Ma hai visto mai che a scherzare troppo con il fuoco alla fine si rimane bruciati. Per ora il fuoco è nel cuore di Gaza e della civiltà intera, che invoca pietà inascoltata, domani chissà.
