Cronaca

“Lista stupri” in un liceo di Lucca, c’è un sospettato, potrebbe aver agito da solo

Secondo gli ultimi riscontri investigativi, gli inquirenti avrebbero individuato una pista precisa, che porterebbe a un unico soggetto sospettato di aver realizzato la scritta (cosidetta “lista stupri”) con un pennarello nero sul muro del liceo “Vallisneri” di Lucca. Le verifiche svolte finora sembrano escludere l’azione di un gruppo organizzato. L’ipotesi più accreditata è quella di un gesto isolato, messo in atto da un singolo giovane che avrebbe tentato di replicare quanto accaduto pochi giorni prima al liceo classico “Giulio Cesare” di Roma. Anche in quel caso, una scritta dal contenuto analogo era comparsa nel bagno dei ragazzi, con i nomi di diverse studentesse finiti sotto accusa in modo deliberatamente intimidatorio. A Lucca, nella lista erano stati indicati i nomi di due studentesse, inseriti in un elenco e accompagnati da un contesto grafico esplicitamente volgare. Una delle ragazze coinvolte ha sporto un esposto contro ignoti, permettendo l’avvio delle indagini da parte della polizia. La giovane, secondo quanto raccolto, non sarebbe in grado di comprendere le ragioni che l’hanno resa bersaglio di un episodio tanto offensivo. L’attenzione della squadra mobile si è concentrata fin da subito su alcuni elementi lasciati dall’autore, che — pur avendo cancellato la scritta prima dell’arrivo degli investigatori — avrebbe commesso errori significativi, tali da orientare le indagini verso una direzione concreta. L’intervento degli agenti è stato reso più complesso dall’assenza di sistemi di videosorveglianza nei servizi igienici e dalla rimozione preventiva delle scritte, che ha impedito analisi tecniche più approfondite.

Sulla vicenda è già stato aggiornato il sostituto procuratore Lucia Rugani, (facente funzioni di procuratore capo dopo il pensionamento di Manzione e in attesa della muova nomina da parte del Csm) che ora attende la trasmissione formale degli atti di indagine investigativa da parte della polizia. Al momento non risulta ancora aperto un fascicolo giudiziario vero e propri, ma l’attività investigativa è pienamente in corso. L’ipotesi di reato che potrebbe essere contestata, seguendo l’impostazione adottata nel caso romano, è quella di istigazione a delinquere, connessa alla violenza sessuale. Una qualificazione che escluderebbe definitivamente l’etichetta di “ragazzata” e collocherebbe il gesto in una dimensione ben più grave sul piano penale. Si vedrà, anche perché c’è da capire l’età del trasgressore che influirebbe sull’iter giudiziario da seguire. Quel che è certo, oggi, è che le indagini non si sono fermate. La polizia sta seguendo una pista ritenuta credibile e nuovi sviluppi sono attesi nelle prossime ore, in una vicenda che continua a tenere alta l’attenzione dell’intera città, per la materia più che per il gesto di un’unica persona.