Cronaca

L’ex principe Andrea arrestato nella sua residenza: avrebbe condiviso informazioni riservate con il finanziere pedofilo Epstein

È una mattina gelida del 19 febbraio 2026, il giorno del 66esimo compleanno di Andrew Mountbatten-Windsor l’uomo che fino a poco tempo fa tutti conoscevano come il principe Andrea, fratello minore di re Carlo III. Poco dopo le 8 del mattino, un convoglio di veicoli non contrassegnati si ferma davanti a Wood Farm, la modesta residenza sulla tenuta privata di Sandringham dove vive da quando è stato progressivamente allontanato dalla vita reale. Gli agenti in borghese scendono rapidamente. Andrew viene arrestato sul posto dalla Thames Valley Police con l’accusa di abuso di ufficio, un reato grave che in Gran Bretagna può portare fino all’ergastolo. Contemporaneamente, squadre di polizia eseguono perquisizioni anche a Royal Lodge, la sua ex dimora nel Berkshire, sulla tenuta di Windsor. La notizia ha scosso immediatamente il Paese e il mondo intero. È la prima volta in secoli che un membro della famiglia reale britannica finisce in manette, un evento che segna un punto di non ritorno per la monarchia in un momento già delicato.Tutto ruota attorno ai legami con Jeffrey Epstein, il finanziere statunitense condannato per reati sessuali e morto in carcere nel 2019. I collegamenti fra Epstein e il principe Andrea furono portati alla luce in modo clamoroso da due documentari Netflix: la miniserie in quattro parti Jeffrey Epstein: Filthy Rich (2020), che ha dato voce a numerose sopravvissute e ha esposto in dettaglio la rete di abusi e i potenti amici di Epstein – inclusi i legami con Andrew e le accuse di Virginia Giuffre – e il successivo Ghislaine Maxwell: Filthy Rich (2022), che ha approfondito il ruolo di Maxwell come complice e ha ulteriormente illuminato come la sua cerchia sociale includesse il duca di York, con testimonianze e ricostruzioni che hanno tenuto banco per anni. Le accuse più recenti non riguardano abusi sessuali peraltro ampiamente documentati, Andrew ha sempre negato categoricamente quelle mosse da Virginia Giuffre e ha patteggiato una causa civile nel 2022 pagando circa 12 milioni di sterline senza ammettere colpe, ma la presunta condivisione di documenti riservati governativi. Durante il suo decennio come inviato speciale per il commercio internazionale del Regno Unito (2001-2011), Andrew avrebbe passato a Epstein report confidenziali sui suoi viaggi ufficiali – dettagli su opportunità commerciali, informazioni politiche sensibili in Asia sud-orientale, Hong Kong, Vietnam e Singapore. Prove di questo genere sarebbero emerse nelle oltre 3 milioni di pagine dei cosiddetti Epstein Files rilasciate dal Dipartimento di Giustizia Usa il 30 gennaio 2026: email, allegati e documenti che hanno riacceso lo scandalo. Pochi giorni dopo la pubblicazione, gruppi anti-monarchici e media hanno chiesto a gran voce un’indagine penale. Il 9 febbraio la Thames Valley Police ha confermato l’apertura formale di un’inchiesta. E oggi, con un’operazione lampo, è arrivato l’arresto. Andrew continua a negare ogni addebito e non è ancora stato formalmente incriminato: resta in custodia mentre procedono gli interrogatori e l’esame del materiale sequestrato. Re Carlo III ha rilasciato una dichiarazione breve ma netta: esprime «profonda preoccupazione» per il fratello e ribadisce che «la legge deve fare il suo corso», assicurando il pieno sostegno della famiglia reale alle indagini.Per molti osservatori, questo è il capitolo più drammatico di una vicenda che ha segnato gli ultimi anni della monarchia britannica. Dall’amicizia con Epstein iniziata alla fine degli anni ’90, passando per l’intervista catastrofica alla BBC nel 2019, in cui ha ammesso l’amicizia con Epstein, che lo ha costretto a ritirarsi dagli impegni pubblici, fino alla perdita dei titoli reali. Nel 2025 re Carlo infatti gli ha revocato definitivamente “Prince” e “Duca di York”. Andrew è diventato ormai per la corona una figura scomoda da cui prendere strategicamente le distanze. Ora, mentre la polizia continua il lavoro e i media analizzano ogni dettaglio, il Regno Unito si interroga su cosa significhi davvero per la Corona che “nessuno è al di sopra della legge”. La situazione è in rapido sviluppo: nelle prossime ore e giorni potrebbero arrivare nuove rivelazioni o accuse formali. Per ora, resta un’immagine che passerà alla storia: l’ex principe, in manette, nel giorno del suo compleanno, in una tenuta reale che un tempo simboleggiava privilegio e intoccabilità. Andrea infatti è il primo reale ad essere arrestato negli ultimi 300 anni.