Le minacce del ministro della guerra Usa e “l’offerta che non si può rifiutare” di Donald Trump per Gaza
Il segretario della guerra Pete Hegseth, in un discorso agghiacciante, mascella squadrata, sorriso sardonico e sguardo dritto in camera il novello scudiero di Donald Trump ha sferzato i propri generali e lanciato il guanto di sfida verso i nemici, a questo punto quasi l’intero pianeta, con un’arroganza che non ha precedenti. La linea rossa è stata superata. “Gli farò un’offerta che non potrà rifiutare” è invece il succo del discorso con cui il presidente Usa ha presentato il suo piano per Gaza. Esattamente come Marlon Brando nei panni di Don Vito Corleone nel film “Il padrino”. Questa è la postura dell’America Maga, a questa ogni paese dovrebbe rispondere con decisione nell’ambito del proprio spazio di manovra. C’è da restare allibiti inoltre leggendo le dichiarazioni del presidente del consiglio Meloni su questo dossier: “Con il piano Trump si è finalmente aperta una speranza, la quale poggia su un equilibrio fragile che in molti sarebbero felici di poter far saltare. Temo che un pretesto possa essere dato proprio dal tentativo della Flotilla di forzare il blocco navale israeliano. Anche per questo ritengo che la Flotilla dovrebbe fermarsi ora e accettare una delle diverse proposte avanzate per la consegna, in sicurezza, degli aiuti. Ogni altra scelta rischia di trasformarsi in un pretesto per impedire la pace, alimentare il conflitto e colpire così soprattutto quella popolazione di Gaza alla quale si dice di voler portare sollievo”. È la posizione governativa il motivo per cui il comandante della nave Alpino ha lanciato un appello alla Flotilla considerato che non potrà più scortarla oltre un certo limite. Se un governo non è capace o ancora peggio non manifesta la volontà di difendere i propri cittadini nei confronti di un paese straniero che si mostra ostile verso di loro, a prescindere da qualunque motivazione, siamo fuori da ogni logica sovranista. La realtà dei fatti è che il nostro paese è stato inquadrato in un sistema di “sicurezza” transnazionale ovvero il blocco intorno a Stati Uniti d’America, che tornano a fare la voce grossa stavolta a braccio teso, e Israele, che di fatto controlla il nostro sistema delle comunicazioni. Agenti del Mossad hanno effettuato pattugliamenti congiunti con le nostre forze di polizia in occasione delle scorse manifestazioni in Italia a favore della Palestina. Nostri connazionali, forse anche io, forse anche tu, sono stati schedati come antisemiti seguendo lo stesso modus operandi adoperato dal governo ucraino per schedare gli oppositori del regime. Intanto la Flotilla intorno alle ore 14 di oggi 1 ottobre 2025 è ormai arrivata nell’area del blocco navale che ricordiamolo è illegale. Alcuni hanno rinunciato all’impresa per diverse vedute sul da farsi, altri hanno dovuto per motivi diversi, altri ancora arriveranno solo fino a un certo punto. Gli ultimi saranno i primi, recita il famoso versetto biblico, ovvero coloro che tenteranno di approdare sulle spiagge di Gaza. Di notte vengono disturbate le comunicazioni attraverso la diffusione di musica sulle frequenze radio, un po’ come in Arancia Meccanica, anche se gli attivisti dicono che almeno è buona musica. Sono state segnalate imbarcazioni non identificate che si avvicinano a fari spenti nelle ore notturne probabilmente con funzioni di controllo o peggio per effettuare tentativi di sabotaggio. L’agenzia di stampa Reuters riporta che uno degli attivisti, David Adler, ha scritto su X: “Ci stiamo preparando a un attacco imminente, conosciamo le procedure: quando saliranno a bordo delle nostre imbarcazioni, non opporremo resistenza”.
