La tragedia dimenticata: anche nel febbraio 1992 una famiglia di Porcari morì a causa del monossido di carbonio
A Porcari il tempo sembra essersi fermato due volte. Oggi il paese piange una nuova tragedia, ma tra le strade e nelle case in molti stanno ripensando a ciò che accadde più di trent’anni fa. Era il 28 febbraio 1992 quando un’intera famiglia venne trovata senza vita nella propria abitazione, colpita anche allora da esalazioni di monossido di carbonio. Un dramma che sconvolse il paese e che, nelle ultime ore, è tornato con forza nella memoria collettiva. A morire furono Raffaello Malanca, 46 anni, autista dello scuolabus comunale e persona molto conosciuta in paese, la moglie Piera Calistri, 45 anni, e le figlie Ilaria e Greta, di 17 e 14 anni. Tutti trovati senza vita nella loro casa, sorpresi nel sonno da un guasto improvviso alla caldaia a metano e da un malfunzionamento della canna fumaria che aveva saturato gli ambienti di monossido. Raffaello fu rinvenuto in bagno, mentre la moglie e le due figlie erano nelle loro camere da letto. Dormivano. Non si accorsero di nulla. Il monossido, inodore e invisibile, aveva fatto il suo corso. A dare l’allarme fu il fidanzato della figlia maggiore, arrivato alla villetta per il pranzo e rimasto insospettito dal silenzio. Non ottenendo risposta, chiamò i soccorsi. I vigili del fuoco, entrati nell’abitazione, trovarono la famiglia ormai priva di vita. Nei giorni precedenti alla tragedia, raccontano le cronache dell’epoca, tutti avevano accusato malesseri, nausea e stanchezza. Sintomi che oggi vengono riconosciuti come tipici di un’esposizione al monossido di carbonio. Solo il nonno, ricoverato in ospedale per altri motivi proprio in quei giorni, si salvò.
Raffaello Malanca era una figura molto conosciuta e stimata. Autista del Comune, accompagnava ogni giorno i bambini a scuola. La moglie Piera era attiva nella vita del paese, anima del Carnevale porcarese. Una famiglia inserita nella comunità, come tante. Dopo la tragedia, anni più tardi, a loro nome venne dedicato un parcheggio pubblico, a memoria di un dolore che Porcari non ha mai dimenticato. In queste ore, mentre la comunità è nuovamente sotto shock per la tragedia più recente, il ricordo del 1992 è tornato a galla anche sui social. Sotto i messaggi del sindaco, molti cittadini hanno scritto di aver ripensato subito a quella famiglia, a quel giorno, a quella casa. «Mi sono tornati in mente», «Non ho potuto fare a meno di ricordarli», sono alcune delle parole che circolano. Due tragedie diverse, a distanza di oltre trent’anni, ma unite dallo stesso elemento: il monossido di carbonio, un gas che non si vede e non si sente e che continua a uccidere nel silenzio delle abitazioni. Per chi a Porcari c’era allora, e per chi oggi si ritrova a rivivere un dolore simile, la sensazione è quella di un cerchio che si chiude troppo presto. Un ricordo che non si era mai davvero spento e che, improvvisamente, è tornato a essere presente.
M. S. M.
