Esteri

La minaccia dei Mig russi, che sconfinano di nuovo, mentre la Ue prepara nuove sanzioni contro Mosca

Ancora venti di guerra. Mentre a Bruxelles la presidente della Commissione Ursula von der Leyen annunciava il 19° pacchetto di sanzioni contro la Russia e a Copenaghen i ministri finanziari dell’Eurozona discutevano con la presidente della Bce Christine Lagarde dell’ipotesi di un «prestito di riparazione» all’Ucraina finanziato con i saldi di cassa associati agli asset russi congelati, tre caccia russi Mig-31 sono entrati nello spazio aereo estone senza autorizzazione e vi sono rimasti per 12 minuti. Mentre la Polonia ha segnalato il sorvolo a bassa quota di una piattaforma petrolifera nel Mar Baltico da parte di due caccia sempre russi. I caccia sono stati subito intercettati da due F-35 italiani schierati in Estonia nelle attività Nato per la sorveglianza dello spazio aereo baltico. Il segretario generale Rutte ha parlato di «risposta rapida e decisa».

Tallin ha invocato l’articolo 4 della Nato che prevede che «le parti si consultino ogni volta che, a giudizio di una di esse, sia minacciata l’integrità territoriale, l’indipendenza politica o la sicurezza di una delle parti». Gli F-35 si sono alzati in volo dalla base di Amari, dopo la segnalazione dei sistemi radar della Nato che hanno rilevato la presenza degli aerei russi, per uno «scramble», l’ordine di decollo su allarme. Con il sorvolo degli F35 italiani, decollati in modalità «Qra» (quick reaction alert), i velivoli russi si sono poi allontanati. Il distaccamento italiano è costantemente in stato di allerta rapida.

È la terza violazione dello spazio aereo dell’Unione europea in pochi giorni, dopo lo sconfinamento dei droni russi in Polonia e in Romania. Ferma la reazione della presidente von der Leyen: «Risponderemo a ogni provocazione con determinazione, investendo nel rafforzamento del fianco orientale». Il presidente del Consiglio europeo Costa ha definito lo sconfinamento «un’altra provocazione inaccettabile» e ha annunciato che la «risposta collettiva» alle azioni della Russia saranno affrontate al vertice Ue a Copenaghen il primo ottobre.

Per l’Alta rappresentante Ue Kallas, ex premier estone, è una provocazione che «contribuisce ulteriormente ad aumentare le tensioni nella regione». La Commissione ieri ha proposto di interrompere ogni acquisto di gas dal primo gennaio 2027, compreso il gas naturale liquefatto (Gnl), anticipando di fatto di un anno quanto già previsto nel piano dello scorso maggio. Ancora otto Paesi Ue importano gas russo: Belgio, Paesi Bassi, Francia, Spagna, Portogallo sotto forma di Gnl, mentre Grecia, Slovacchia e Ungheria tramite il gasdotto TurkStream. «È ora di chiudere il rubinetto», ha detto von der Leyen. Le sanzioni prendono di mira anche altre 118 navi della «flotta fantasma» e impongono un bando totale di transazioni a Rosneft e Gazpromneft. La Commissione propone anche di sanzionare raffinerie in Paesi terzi, tra cui la Cina. Nel mirino Ue anche le criptovalute e le banche che permettono pagamenti alternativi russi. L’ipotesi di un «prestito di riparazione» finanziato con gli asset russi congelati arrivati a maturazione suscita dubbi in alcuni Paesi Ue, Italia inclusa, e nella Bce come ha fatto capire ieri la presidente Lagarde.

 

(Fonte Corriere della Sera)