Linea Oriente

In Cisgiordania continuano incessanti gli abusi e i crimini dei coloni israeliani

C’è da rimanere allibiti per le notizie che trapelano dalla Palestina occupata dalle forze israeliane, soprattutto in questo periodo in cui i credenti celebrano la nascita del Messia, colui che nel racconto evangelico trasformava l’acqua in vino. Fosse solo questo il miracolo: mi scuserete per questa mia doverosa esternazione ma da non credente la cosa che ritengo più rilevante è il fatto che il Cristianesimo di fatto si proponeva di riformare la religione ebraica, dalla quale prendeva e faceva suo l’Antico Testamento ma lo superava con il Nuovo. Sarebbe tempo che la pace discenda su quelle terre martoriate seguendo la scia della cometa, così come i saggi in cammino dall’Oriente per omaggiare il Re dei Re con oro, incenso e mirra. La realtà è però ben diversa: di ritorno dalla Cisgiordania i volontari italiani non hanno portato la buona novella in quanto continuano incessanti gli abusi e i crimini dei coloni israeliani appoggiati dall’esercito regolare. Dai racconti riportati dai testimoni si evince che bande di coloni armati e mascherati in genere si presentano di notte nei villaggi attaccando anche i volontari internazionali e che si abbandonano a violenze anche peggiori quando trovano solo cittadini palestinesi. Esattamente come nel fascismo storico, vale a dire quello italiano del cosiddetto Ventennio, i coloni hanno la stessa funzione che avevano le squadracce fasciste, foraggiati come sono dai gruppi industriali e finanziari della regione. L’entità statale israeliana, esattamente come accadde in Italia negli anni Venti del secolo scorso, prima chiudeva un occhio sulle intemperanze dei coloni, poi due, e ora invia direttamente l’esercito a fiancheggiarli. Praticamente sono a tutti gli effetti entrati nelle istituzioni, considerato anche il ruolo di ministri che vengono da quell’ambito, e proprio come accadde nel nostro paese il sionismo si è fatto Stato, con una connotazione razziale ancora più marcata di quella che caratterizzava il fascismo italiano, più simile alla concezione nazista della razza. E arriviamo al fatto che ritengo più eclatante: il Ministro della sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir, sempre armato di pistola e notoriamente fascista sin dalla gioventù, arma alla mano ha partecipato agli scontri tra coloni e palestinesi nei pressi di un villaggio a Sheikh Jarrah intimando alla polizia presente sul posto di sparare mentre urlava: “Siamo i padroni di casa qui, ricordatevelo, io sono il vostro padrone di casa”. Esattamente come Adolf Hitler durante il putsch di Monaco o nella notte dei lunghi coltelli, con lo stesso piglio rabbioso. Non risulta possibile negare l’impianto terrorista dello stato israeliano fin dalla origine nel 1948: molti leader di questo paese hanno fatto parte di bande armate durante quel periodo e hanno (o avevano) le mani sporche di sangue, sul serio non per dire. Sono dati di fatto comprovati da documentazione storica non una mia idea personale, d’altra parte cosa c’è da stupirsi ormai se dopo appena un anno dalla caduta di Assad in Siria un ex (?) terrorista di al Qaeda accreditatosi come nuovo presidente si presenta tranquillamente in giacca e cravatta accolto in pompa magna nella comunità internazionale. Certo in politica ci vuole pragmatismo ma ormai agiscono come la mafia e senza nascondersi, o evidentemente è sempre accaduto e non ce n’eravamo accorti.