Il Santo Padre si tratterrà nel Paese fino al 12 giugno, con tappe anche a Barcellona e alle isole Canarie. Il Papa, sul volo che lo portava in Spagna, ha dato voce alla sua preoccupazione per la crisi in Iran ribadendo che come pastore non può essere a favore della guerra. Il Pontefice, in particolare , riferiscono i media vaticani, “ha richiamato le riflessioni sviluppate negli ultimi anni dal magistero della Chiesa circa le profonde trasformazioni introdotte dalle moderne tecnologie militari e dalla capacità distruttiva degli armamenti contemporanei”.
Parlando dell’Ucraina, dopo le prove di dialogo tra Putin e Zelensky che non sono andate in porto. “Bisogna promuovere il negoziato, si stava almeno facendo qualche sforzo ma veramente bisogna spingere perché la violenza abbia una conclusione della violenza e della guerra”. “Sono preoccupato per l’Ucraina. – ha detto Leone come riportano i media al seguito -. Ogni volta la situazione peggiora. Adesso anche negli Stati Uniti alcuni vogliono dare il loro appoggio. Sono già quattro anni e mezzo. Occorre trovare una soluzione”.
Il pontefice ha toccato il tema della sicurezza: “Troppo spesso ci illudiamo venga dalle armi e dai muri, ma matura nell’imparare a fare strada con l’altro, a crescere insieme, fianco a fianco. Lo testimonia la vostra stessa storia. La presenza dell’Islam nella Penisola iberica, ad esempio, costituì una realtà politica, culturale e religiosa di lunga durata. Durante quel periodo – ha ricordato il Pontefice – non vi fu soltanto confronto, si cercò di creare uno spazio di contatto, conversazione e dialogo sul senso della verità tra cristiani, musulmani ed ebrei”.
In particolare, ha osservato ancora Prevost, “città come Cordoba e Toledo divennero luoghi di mediazione tra lingue, religioni e saperi. Ma questa è la verità che raccontano le città europee, la loro stratificazione storica, il tessuto di solidarietà che nei secoli ha composto le loro differenze, trasformando gli inevitabili conflitti in punti di ripartenza”. Il Papa ha citato un passaggio della sua prima enciclica: “‘Evitiamo parole che umiliano o contrappongono. Scegliamo la chiarezza che illumina e la franchezza che apre vie. Non benediciamo entusiasmi ingenui, non alimentiamo paure sterili. Piuttosto, indichiamo criteri di discernimento – la dignità della persona, destinazione universale dei beni, opzione per i poveri, cura della Casa comune, pace – e traduciamoli in prassi: progettazione responsabile, valutazioni d’impatto umano e sociale, inclusione dei più fragili, alfabetizzazione digitale, ricerca e industria orientate alla giustizia e alla pace”.
Papa Leone ha anche mandato un altro messaggio da Madrid: “Oggi, la tentazione di guadagnare popolarità soffiando sul fuoco delle polarizzazioni sembra crescere, invece di diminuire; la dignità umana non cessa di essere violata. Allora – ha sottolineato – abbiamo bisogno di cultura, di interiorità, di educazione libera e di qualità, di trascendenza. Eppure, da queste notti oscure, uomini e donne fedeli alla verità sono stati spinti ad avanzare di stanza in stanza fino al punto in cui, nella coscienza, giustizia e pace si abbracciano. È dalla loro libertà che impariamo a essere liberi”.
(Fonte Adnkronos)
