Cronaca

Gli tolgono ben 11 denti senza alcun motivo medico, solo per soldi, condannati i due dentisti di cui uno risultava già radiato dall’ordine

Protesi errate e denti sani estratti, ben undici elementi rimossi senza necessità clinica, solo per spillare soldi alla donna. La paziente: “La mia vita resta un inferno, ma oggi ho avuto giustizia”. Lo dice con la voce rotta dall’emozione la donna che oggi, 28 gennaio, ha assistito alla condanna di due dentisti torinesi accusati di averle rimosso undici denti sani e applicato protesi errate. Poco prima della lettura della sentenza, in aula, aveva fatto più volte il segno della croce. Poi le lacrime, alla parola “condanna” pronunciata dalla giudice. Il tribunale di Torino ha inflitto una pena di un anno e cinque mesi di reclusione a uno dei due imputati, accusato di lesioni, truffa ed esercizio abusivo della professione. Tre mesi di carcere, invece, per il secondo dentista, chiamato a rispondere del solo reato di lesioni. Entrambi dovranno risarcire la paziente con una provvisionale di 14.300 euro, anticipo di una somma più consistente che verrà definita in sede civile. I fatti risalgono al novembre 2022. La donna, residente in Liguria, si era rivolta ai due professionisti per correggere alcuni inestetismi. «A Genova mi avevano chiesto cifre molto alte, fino a 30 mila euro – ha raccontato – a Torino mi avevano proposto di risolvere tutto con 8 mila». Secondo l’accusa, uno dei due imputati, nonostante fosse stato cancellato dall’Ordine degli odontoiatri, avrebbe esercitato abusivamente la professione, prospettando alla paziente una bonifica dentaria totale senza esami radiografici né approfondimenti diagnostici. All’altro dentista viene contestata l’estrazione di undici elementi dentari risultati poi sani. Alla donna sarebbero stati applicati manufatti protesici provvisori e non idonei, incapaci di garantire una corretta occlusione. Dopo l’intervento, sono iniziati dolori continui, difficoltà nel parlare e nel mangiare, fino alla decisione di rivolgersi ad altri specialisti e sottoporsi a ulteriori operazioni correttive.

Oggi la paziente continua a convivere con le conseguenze fisiche e psicologiche dell’accaduto. «Sono in cura da uno psichiatra – ha spiegato – la mia bocca non è più quella di prima». Intanto, per il dentista condannato alla pena più severa, i guai non sono finiti: è indagato per aver continuato a esercitare illegalmente la professione anche durante il processo, con lo studio posto sotto sequestro. Una vicenda che, oltre alle responsabilità penali, riaccende l’attenzione sui controlli, sulla tutela dei pazienti e sui rischi di affidarsi a professionisti privi dei requisiti necessari.