Cronaca

Finge un malore ed evade scappando dal Tribunale dove era sotto processo per stupro

A riferirlo è la Uilpa, il sindacato della polizia penitenziaria. Sono in corso le ricerche delle forze dell’ordine. L’evasione è avvenuta nel pomeriggio di ieri, martedì 7 ottobre,  a Trento. “Un detenuto associato alla casa circondariale di Trento è evaso, dopo aver simulato un malore, dal tribunale del capoluogo, dov’era stato condotto per un’udienza”, spiega Gennarino De Fazio, segretario generale della Uilpa polizia penitenziaria. “Sono in corso le ricerche da parte della Polizia penitenziaria e delle altre forze dell’ordine. L’ennesima fuga di un ristretto certifica ancora una volta, laddove ce ne fosse bisogno, il fallimento complessivo delle politiche carcerarie attuate dal Ministero della Giustizia e dal Governo”.

In fuga – secondo le prime informazioni – un 30enne do origine marocchina accusato di aver commesso una violenza sessuale nel 2024 a Trento. Il detenuto – in tribunale per il processo – ha finito un malore e si è recato in bagno. Da lì è scappato da una finestra, quindi si è tolto e ha abbandonato le manette in strada. E’ il secondo episodio, la terza persona a evadere in Trentino Alto Adige. A metà agosto a scappare due persone a Bolzano. Un fuggitivo era stato arrestato quasi subito mentre il secondo era stato localizzato a inizio settembre in Francia. Un’evasione che riaccende i riflettori sulle enormi criticità nelle carceri. “Con 63.245 detenuti, 16.625 oltre i posti disponibili, e più di 20mila agenti mancanti al fabbisogno delle carceri, anche per impieghi soprannumerari in uffici ministeriali e sedi extrapenitenziari, gli operatori sono sottoposti a una sorta di stress test continuo, stremati nelle forze, con turnazioni di servizio che si protraggono anche per 26 ore continuative, e mortificati nel morale. Servono subito provvedimenti concretamente deflattivi del sovraffollamento detentivo e per potenziare compiutamente gli organici della Polizia penitenziaria. Ma vanno anche implementati e ammodernati gli equipaggiamenti e le apparecchiature e, parallelamente, è altresì indispensabile avviare riforme strutturali”, conclude De Fazio.

(Fonte Uilpa)