Cronaca

Drogava il figlio e lo violentava inviando i video all’amante, condannata a 10 anni

In silenzio, protetto da una felpa anonima, gli occhi rossi, è corso lontano dall’aula di Tribunale un attimo dopo aver ascoltato la condanna per violenza sessuale della moglie a dieci anni di carcere con rito abbreviato per l’accusa di aver più volte narcotizzato e abusato il loro figlio minorenne con tanto di video. Un epilogo che mai l’uomo avrebbe potuto immaginare. Né quando ha conosciuto a Latina la donna, infermiera, 40 anni, che poi ha sposato. Né tanto meno quando nel dicembre 2024 le loro strade si sono separate. Quel momento è stato l’inizio di un incubo. Durato settimane fra febbraio e marzo del 2025. Lei torna a casa, mette del sonnifero nel bicchiere dove beve il figlio per farlo addormentare. Poi lo spoglia e lo violenta. Il quattordicenne, di quanto commesso dalla madre, non ricorda nulla ( per sua fortuna). Ora vive col padre.

Rinviata a giudizio la moglie dell’amante con le stesse accuse. La sentenza è stata pronunciata dal gup al termine di una breve camera di consiglio. Il pm Maria Perna aveva chiesto sedici anni. Per lei e per l’altro protagonista di questo dramma. Dieci anni di carcere sempre per violenza sessuale sono stati infatti decisi dal gup anche nei confronti dell’amante dell’imputata che da lei ha ricevuto i video degli abusi. Infine, c’è una terza protagonista, la moglie dell’amante, 40 anni come il marito, rinviata a giudizio con l’accusa di concorso negli abusi. Anche lei, secondo la Procura, avrebbe avuto un ruolo, sollecitando la madre del ragazzo a narcotizzarlo per poi abusarne. A fine udienza l’imputato — assistito dall’avvocato Carmela Massaro — si è avvicinato ai parenti paterni del 14enne chiedendo di essere perdonato. La madre, cui il gup ha tolto la potestà genitoriale, ha reagito rivolgendosi verso di loro in modo sgarbato. «Faremo appello, ci spiace che il gup non abbia compreso lo stato di soggezione della mia assistita», dice il legale della signora, l’avvocato Renato Arcidiacono.

Gli abusi sarebbero durati settimane tra febbraio e marzo del 2025. I due amanti si conoscono nel gennaio del 2025. Scatta qualcosa di perverso nella coppia. Lei, più volte, narcotizza il figlio, lo stende sul letto, accende la telecamera smartphone e ne abusa riprendendosi. Poi invia i video all’amante. Che non ha mai toccato il 14enne, ma ha sempre voluto ricevere le immagini degli abusi. A giugno del 2025 vengono entrambi arrestati. Ieri la parola fine di questo orrore. Nel cellulare dell’uomo anche altre immagini. pedopornografiche. La scoperta dell’orrore è avvenuta per caso lo scorsa primavera, per una sorta di fraintendimento. I colleghi della donna la notano distratta, con dei lividi sulle braccia. Da poco, dopo la separazione, ha una relazione. Pensano che il nuovo compagno la maltratti. Così riferiscono i dubbi all’ex marito. Il quale, preoccupato per il figlio, presenta una denuncia. Il telefono dell’imprenditore viene sequestrato. Quanto si scopre nelle cartelle dove sono archiviati video e foto, è terribile. Oltre alle immagini pornografiche di adolescenti sconosciuti, ci sono i video con il quattordicenne, oggetto delle perversioni della madre.

(Fonte Corriere della Sera)