Cronaca

Cerano di infiltrarsi negli appalti per le Olimpiadi di Cortina, tre arresti, “qui comandiamo noi”

Cercano di infiltrarsi negli appalti delle Olimpiadi 2026, tre arresti. Si erano presi la gestione diretta e indiretta di alcuni locali di Cortina d’Ampezzo e puntavano a infiltrarsi negli appalti relativi ai Giochi olimpici invernali, dopo aver conquistato il controllo dello spaccio di droga nella Regina delle Dolomiti. Il tutto avvertendo l’interlocutore di turno: “Questa è Cortina, comandiamo noi”. Per questo i fratelli romani Leopoldo e Alvise Cobianchi, ultras laziali degli Irriducibili, sono stati arrestati dai carabinieri con una terza persona e accusati, tra gli altri reati, di estorsione e rapina aggravate dal metodo mafioso. Per il gip di Venezia avevano messo in atto anche “una condotta sistematica di spaccio di droga a Cortina… avvalendosi di comportamenti evocativi della forza intimidatrice propria delle organizzazioni criminali di stampo mafioso”. È quanto si legge nell’ordinanza, con cui il gip ha disposto la custodia in carcere per Leopoldo, che aveva un “ruolo direttivo anche nei confronti di suo fratello e dell’altro indagato”, e ai domiciliari per Alvise Cobianchi. Uno dei messaggi inviati dai fratelli romani ai gestori dei locali di Cortina lasciava poco spazio a interpretazioni: “Siamo dei mafiosi, non scherzare con noi”. Le indagini della Procura di Belluno si sono avvalse anche dalle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia.

È stato lui a riferire dell’interesse del gruppo su Cortina, che doveva svilupparsi per fasi: prima il controllo dello spaccio con una propria rete di pusher, picchiando i clienti insolventi e gli altri spacciatori; poi il controllo di alcuni locali pubblici della movida, imponendo con la violenza l’organizzazione di eventi e l’ingaggio di buttafuori, pr e dj compiacenti, attraverso una società di comodo con sede a Roma di cui è amministratore il terzo arrestato. Infine, l’obiettivo di entrare negli eventi privati programmati in concomitanza con Milano-Cortina 2026 e il tentativo di infiltrarsi negli appalti dei lavori per i Giochi. La minaccia di morte a un assuntore moroso chiuso nel portabagagli di un’auto, i pestaggi agli spacciatori “non autorizzati”, l’aggressione a un organizzatore di eventi di un altro locale portato in un bosco, picchiato e minacciato con una pistola sono solo alcuni degli episodi contestati.

C’è anche un tentativo di estorsione nel 2023 ai danni dell’allora assessore del Comune di Cortina, Stefano Ghezze, per “costringerlo ad assegnare appalti connessi alle Olimpiadi invernali”. L’anno prima i fratelli romani avevano fatto pressioni su un dipendente di Ghezze perché organizzasse un incontro con l’assessore e l’avevano costretto a organizzarlo a casa propria “tra aprile-maggio 2022, prima delle elezioni, presso l’abitazione del dipendente in cui proponevano un voto di scambio in cambio di appalti connessi alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina”. Poi, a elezione avvenuta e nomina conseguita, lo avevano minacciato “di ritorsioni in caso di mancato rispetto degli accordi”. Ma l’assessore, ha aggiunto il gip, non ha ceduto alle richieste. Gli arresti, fatti dai carabinieri su disposizione della Procura di Venezia su richiesta della Dda, sono stati eseguiti a Cortina e a Roma, dai carabinieri di Cortina, Belluno e Roma.

Tutto era partito a giugno 2024 dalla Dda, nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Belluno su un traffico di droga avviata nel 2022. L’operazione, commenta la ministra del Turismo Daniela Santanchè ringraziando l’Arma, “ha disarticolato un gruppo criminale attivo in una delle località più apprezzate d’Italia”. Mentre per il commissario di governo e ad di Simico Fabio Saldini “l’aver sventato il tentativo di infiltrazioni negli appalti pubblici conferma, ancora una volta, quanto sia fondamentale la sinergia tra istituzioni a tutela della legalità e della salvaguardia della trasparenza delle opere olimpiche”.

(Fonte Ansa)