Cronaca

Caso Garlasco, Andrea Sempio: “Mi sento perseguitato, non ho più una vita, sempre a casa”

Al momento non ho una vita, è come essere ai domiciliari”, ha detto l’uomo indagato per l’omicidio in concorso di Chiara Poggi, ospite da Bruno Vespa. “Un po’ sì, non posso negarlo”. Ospite di “Cinque minuti”, su Rai 1, Andrea Sempio risponde così a Bruno Vespa che gli chiede se si sente perseguitato. “È una cosa che periodicamente ricapita – spiega Sempio – ci ricadi dentro, un certo accanimento c’è, spero in buona fede. Io al momento non ho una vita, sono tornato a vivere nella cameretta in cui stavo una volta e a quasi 40 anni sono chiuso lì, non posso fare niente, è come essere ai domiciliari”. Rispondendo a una domanda sul famoso foglio su cui il padre scrisse ‘Venditti gip archivia x 20-30 euro’ sottolinea: “Penso fosse semplicemente un appunto su quanto costava ritirare le carte dell’archiviazione, per quello 20-30 euro. Anche perché, cosa che non è passata sui media, in casa mia hanno trovato un appunto dove mio padre si era segnato tutte le spese ‘serie’, che erano espresse in migliaia di euro”. “Ciò che è stato speso ai tempi, mio padre ha segnato tutto – ribadisce Sempio -, un altro appunto con tutte le spese c’è, non è ancora uscito sui giornali, non gli è stato dato peso ma è stato trovato. È un appunto dove mio padre ha messo le spese degli avvocati e del consulente”. “Stiamo attendendo l’esito, finalmente, di questo famoso incidente probatorio. Si continua a parlare di DNA nonostante non sia stato trovato un Dna completo”. È la considerazione di Andrea Sempio, ospite di ‘Porta a Porta’, a proposito dell’attesissimo responso della perizia sul Dna trovato sulle unghie di Chiara Poggi.

L’indagato per l’omicidio della ragazza a Garlasco si guarda indietro e afferma che “anche prendendo le famose consulenze contro Sempio, cioè quella Linarello (fatta dalla difesa Stasi) e quella della procura di Pavia non arrivano mai a dire con certezza che lì c’è il Dna di Sempio”.

“L’unico punto su cui sono tutte concordi è che c’è una qualche traccia parziale che non si riproduce mai nelle repliche, quindi non ha i criteri per essere attendibile, e che forse alcuni punti di una parte di quello potrebbero essere o di Andrea Sempio, o dei familiari o di una persona che condivide lo stesso aplotipo non presente nei loro database – entra nel ‘tecnico’ Sempio –. Quindi anche le consulenze più ‘cattive’ contro di me non arrivano mai a poter puntare davvero il dito contro di me”.

“Se fosse stata una traccia durante un’aggressione non ci sarebbe stato questo aspetto che ‘forse si legge, forse non si legge, forse è parziale’: ci sarebbe una traccia netta. Io credo che al termine dell’incidente probatorio, male che vada, si arriverà sempre a una conclusione, cioè che è una traccia non precisa e che in una via astratta, magari, possiamo tentare di ricondurla più o meno nella direzione di Sempio”. Si vedrà.

(Fonte Agi)