Cronaca

Bimbi maltrattati all’asilo: chiusi nel sacco letto per farli smettere di piangere, direttrice condannata

Tra i reati contestati alla dirigente anche il sequestro di persona nei confronti dei bambini dell’asilo «Hoplà Iuhu» di Mirano. La procura di Trento con la pm Maria Colpani aveva chiesto 4 anni e otto mesi di condanna per l’ex direttrice dell’asilo Elisa Barbara Stella, 54 anni: ieri (22 gennaio) i giudici le hanno dato un anno il più di condanna. Per maltrattamenti e, appunto, sequestro di persona continuato nei confronti dei bambini in un periodo compreso tra il 2014 e il 2019. Il processo si è svolto a Trento perché uno dei piccoli che frequentavano la scuola bilingue è figlio di un magistrato in servizio in Veneto. Le testimonianze delle maestre contro l’ex direttrice avevano delineato un quadro articolato su quello che avveniva nella cosiddetta «stanza del sonno». Avevano raccontato che i bambini, oltre ad essere lasciati al buio a disperarsi da soli, venivano a volte «ristretti» dentro il sacco letto a cerniera che copre i lettini. Di qui, l’accusa di sequestro di persona. Il tribunale di Trento ha condannato l’ex direttrice al risarcimento del danno nei confronti dei sette bambini costituiti parti civili: per cinque 15 mila euro, per altri due 20 mila; per i genitori, il conto è stato di 10 mila euro ciascuno. Oltre alle spese legali per gli avvocati che li avevano rappresentati, Graziano Stocco e Maurizio Paniz.

La vicenda: piangevano e non volevano saperne di stare zitti e buoni, i piccoli ospiti paganti dell’asilo. E così tre bambini in diverse occasioni furono letteralmente chiusi da capo a piedi in un copri materasso, la cerniera ad assicurarsi che non ne uscissero. E lasciati lì a piangere disperati fin quando, esausti, non si addormentavano. La denuncia era partita da un paio di maestre che non condividevano i metodi educativi della direttrice. Loro e altre colleghe in aula hanno parlato di bambini strattonati, ingiuriati, presi per il collo, messi in castigo al buio da soli nella «stanza del sonno», fatti bere poco per evitare frequenti cambi di pannolino.

Una pena «monstre» che ha lasciato quasi senza parole la donna e i suoi legali. «Siamo rimasti stupiti, il dato oggettivo è che almeno tre pm, uno a Venezia e due a Trento, avevano chiesto l’archiviazione per gli stessi fatti, con valutazioni che il tribunale ha sconfessato sulla base delle stesse prove – spiegano gli avvocati della difesa Tommaso Politi e Silvia Bernardinello – Le nostre indagini difensive non sono servite, faremo sicuramente appello».

 

(Fonte Corriere della Sera)