Asl Torino 4, chiuse le indagini per 38 indagati: concorsi truccati, pazienti maltrattati e truffe ai danni dello Stato
Scandalo Asl a Torino: pazienti abbandonati, appalti truccati e “professionisti travestiti da delinquenti”. chiuse le indagini per 38 indagati: concorsi truccati, pazienti maltrattati e truffe. Dalle corsie di Settimo Torinese emerge un sistema di corruzione e abusi: pazienti ignorati, infermieri incapaci e dirigenti che pilotavano le gare d’appalto. Torino, ospedale di Settimo Torinese. È qui che l’inchiesta della procura di Ivrea ha fatto emergere un quadro di degrado e corruzione senza precedenti nella sanità piemontese. Trentasette persone e un’azienda, la CM Service, risultano oggi indagate per corruzione, appalti pilotati e maltrattamenti ai danni dei pazienti. L’indagine, avviata nel 2022 dopo le prime segnalazioni del 2021, nasce da una denuncia di un infermiere – poi trasferito – e raccolta dalla sindacalista Tiziana Tripodi della Cisl. Quell’atto di coraggio ha aperto un’inchiesta che ha messo a nudo l’orrore dietro le mura di un ospedale destinato alla cura e finito al centro di un sistema di abusi.
Le telecamere della Guardia di Finanza, installate nei reparti, hanno immortalato pazienti ignorati, campanelli d’allarme spenti, degenti lasciati per ore in carrozzina. Gli inquirenti parlano di “operatori incapaci di comprendere l’italiano, non in grado di leggere le prescrizioni e dunque di somministrare correttamente i farmaci”.
Ma le immagini non sono tutto. A raccontare la realtà quotidiana sono anche le chat interne del personale sanitario, acquisite dagli investigatori. In una conversazione del 31 ottobre 2021, un’infermiera scriveva:
“Scusate se intervengo, ma l’incompetenza di questi infermieri lascia davvero un grande rammarico per i pazienti, costretti ad avere a che fare con professionisti travestiti da assassini”.
Non una frase detta agli inquirenti, ma lo sfogo disperato di chi vedeva ogni giorno la dignità dei malati calpestata.
Dietro quell’abbandono c’era però una macchina organizzata. La CM Service, incaricata di fornire personale agli ospedali della zona, avrebbe ridotto di oltre 11 mila ore i turni infermieristici tra il 2022 e il 2024, garantendo appena 70 minuti di assistenza per paziente in tre turni giornalieri. Tutto per risparmiare circa 447 mila euro, a scapito dei degenti più fragili.
Nel registro degli indagati figurano Massimo Cassinelli, amministratore della CM Service, Alessandro Rossi, gestore dell’ospedale di Settimo, e Alessandra Comoglio, dirigente dell’Asl To4. Secondo i magistrati, il vero centro di potere era però la manager Carla Fasson, che “decideva chi doveva vincere o perdere le gare d’appalto”. Un sistema corrotto, dove la logica del profitto sostituiva quella della cura.
L’inchiesta della procura di Ivrea – che coinvolge anche le aree di Ciriè, Chivasso e Ivrea – ha documentato assenteismo coperto da colleghi, farmaci somministrati senza prescrizione e un clima di terrore tra chi osava denunciare.
Nei reparti, scrivono i pm, “alcuni operatori ignoravano sistematicamente le richieste dei degenti, lasciandoli per ore senza assistenza”.
La sanità che doveva proteggere ha finito per ferire. “Professionisti travestiti da assassini”: parole nate in una chat di reparto, ma che oggi suonano come la sintesi perfetta di un sistema dove il dolore è diventato routine e la dignità, un lusso.
