È successo davanti a una scuola, in pieno giorno, sotto gli occhi di altri studenti. Un diverbio banale, forse uno sguardo interpretato male, e poi un coltello puntato alla gola. Un gesto rapido, violento, che ha lasciato una ferita sul collo di un liceale di 17 anni. L’aggressione è avvenuta all’uscita del liceo artistico Antonio Valente di Sora, in provincia di Frosinone. I due ragazzi non si conoscevano. Non c’erano vecchi rancori, né rapporti pregressi. Solo una discussione nata dal nulla, degenerata in pochi secondi. Il ragazzo ferito è stato soccorso e trasportato in ospedale, medicato e dimesso con una prognosi di dieci giorni. Questa mattina è tornato regolarmente a scuola, con una fasciatura al collo a coprire il segno visibile di quanto accaduto. I carabinieri hanno ricostruito rapidamente l’accaduto grazie alle testimonianze e alle immagini delle telecamere di videosorveglianza. In serata hanno raggiunto il presunto aggressore: un altro diciassettenne, residente a Isola del Liri. Il ragazzo ha ammesso l’accaduto e ha consegnato il coltello. È stato denunciato e ora, il fascicolo passerà alla Procura dei Minori.
Il sindaco di Sora ha parlato di amarezza e di responsabilità collettiva, sottolineando come una vita non possa essere messa in pericolo per così poco. Parole che risuonano ancora più forti se si guarda oltre questo episodio. Perché quello di Sora non è un caso isolato. Solo ieri, a La Spezia, uno studente di 18 anni è morto dopo essere stato accoltellato a scuola. Un’altra lite, un’altro coltello… Eventi diversi, contesti diversi, ma un filo comune evidente: una violenza giovanile che sembra crescere, farsi più brutale, più imprevedibile. Scuole, piazze, stazioni, sono luoghi che dovrebbero essere spazi di incontro, spazi pubblici, invece diventano scenari di paura. E spesso tutto nasce da nulla. Uno sguardo, una parola di troppo, una provocazione percepita. Parlare di questi episodi non significa criminalizzare un’intera generazione. Significa, al contrario, riconoscere che c’è qualcosa che non sta andando. Questa volta è andata così. Un ragazzo è sopravvissuto a una coltellata per un motivo banale. Ma il punto non è come è finita oggi. Il punto è perché, davanti a storie come questa, nessuno di noi riesce davvero a pensare che sia l’ultima volta.
